Barcellona PG. Il dantista Ottavio Brigandì appassiona nella sua Conferenza alla Libreria “Gutenberg” 

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Nel pomeriggio di ieri si è tenuta presso la Libreria “Gutenberg” di Via Roma a Barcellona Pozzo di Gotto (ME) una interessantissima Conferenza multimediale dantesca curata da Ottavio Brigandì: “Non possiamo non credere a Francesca”, perché non si resiste al Canto Quinto dell’Inferno. 

L’evento, come ha spiegato nella sua introduzione l’organizzatore Giovanni Mazzeo della Gutenberg, è nato quasi casualmente, potremmo dire “last minute”. Il Brigandì, attualmente nella nostra città, (scopriremo che vive a Milano), avrebbe voluto fare questo incontro nella sede più appropriata, la Biblioteca Comunale, ma per motivi burocratici non è stato possibile. Maria Sottile lo ha intercettato al Villino Liberty ed ha immediatamente compreso di trovarsi di fronte una figura di grande spessore umano e culturale per cui lo ha immediatamente proposto all’amico Giovanni ed è nato questo appuntamento in libreria.

Ma chi è Ottavio Brigandì? Giovanni Mazzeo ha letto una sua sintetica biografia. Di origini barcellonesi, è membro della Società Dantesca Italiana. È nato a Luino (VA), è laureato in Ingegneria Civile e Lettere Moderne, abita a Milano dove lavora per una multinazionale petrolifera. Ha pubblicato libri e saggi di argomento sociale, poetico e letterario; ha scritto articoli su Dante per libri e riviste specializzate fra cui «L’Alighieri», «Bollettino dantesco» e, di prossima uscita, settembre 2019 al XXIII Congresso ADI di Pisa.

Un emozionato Ottavio Brigandì ha preso la parola manifestando innanzitutto la propria gioia per essere nella città d’origine dei propri genitori, la madre della zona di Sant’Antonino il padre di Militi, quindi ha ringraziato il numeroso pubblico per la presenza e per l’affetto (in una giornata afosa scegliere una libreria piuttosto che la spiaggia è già una notizia!) ed ha iniziato a entrare nel vivo della Conferenza, servendosi di slide con testi della Divina Commedia ed immagini a corredo. Diciamo subito che non scenderemo qui nei particolari della lunga esposizione, durata poco più di un’oretta, ma faremo brevi accenni, certamente importante nell’analisi del dantista l’aspetto simbolico della “Commedia”, le colombe come metafora dello Spirito Santo, l’importanza dei colori e delle colorazioni dei tessuti ecc. Dobbiamo comunque evidenziare che alla fine il pubblico era entusiasta poiché un libro che potrebbe apparire lontanissimo da noi, la Divina Commedia di Dante per l’appunto, è stato mirabilmente attualizzato dal Brigandì, al punto che più persone gli hanno proposto di tornare a fare qualche conferenza-incontro al Liceo Classico o in qualche altra scuola cittadina.

“L’opera di cui vi parlo oggi riguarda la prima cantica dell’Inferno, il V canto che tratta dei lussuriosi” – ha esordito il relatore – “Dante dopo il limbo cade nell’oscurità e nel frastuono.” Sul video compare l’immagine di Liz Taylor che è stata Cleopatra ed in effetti Brigandì ci ricorda che nel girone dei dannati Dante incontra Semiramide, Didone, Cleopatra, Elena e Paride, Achille, Tristano, personaggi famosi anche oggi ed il grande poeta nel suo Inferno vuole le donne più appassionate e sfortunate e le coppie di dannati. “Parte dal romanzo ma arriva alla cronaca per dirci che ciò che leggiamo è realtà. La protagonista di questa nostra Conferenza è Francesca da Rimini col suo sfortunato amante Paolo. Si fa sorprendere dall’amore leggendo il romanzo di Lancillotto, baciato da Ginevra. Importante la gerarchia, regina e cavaliere. Il testo è un mosaico come la Villa del Casale che ho visto nei giorni scorsi a Piazza Armerina.” Il pubblico ascolta rapito e  sessanta minuti trascorrono in un amen, fino al gran finale ed alle conclusioni a cui giunge Ottavio Brigandì: “Francesca è l’incarnazione di una potenziale lettrice che prende sul serio ciò che c’è scritto nei romanzi. È una donna vera, carnale, appassionata, a differenza ad esempio di una Beatrice, personaggio idealizzato. Francesca è l’unica donna che ha il privilegio di amare ed essere a sua volta riamata, e ciò lo pagherà a carissimo prezzo. Gli amanti Paolo e Francesca erano cognati quindi incestuosi, Dante sviene, si addormenta, si vuole liberare dal fatto che l’amore possa portare a qualcosa di così perverso come l’incesto. Paolo prende l’iniziativa del bacio e Francesca nel raccontarcelo scarica su di lui la responsabilità della dannazione.  Il momento in cui Paolo ‘la bocca mi basciò tutto tremante’ è proprio quando sta leggendo del cavaliere Lancillotto che bacia la regina Ginevra; quest’ultima ha un ‘disiato riso’ in contrapposizione alla ‘bocca’ di Francesca che indica concretezza.

“Ho intitolato questa Conferenza ‘Non possiamo non credere a Francesca, perché non si resiste al canto quinto dell’Inferno’, Dante crea qualcosa che ci tocca e di profondamente moderno. L’amore alla fine del percorso dantesco diventa Dio stesso, ma per scoprirlo dovrà attraversare le tre cantiche. Il quesito che ci rimane può essere raffigurato da una ideale bilancia sulla quale da una parte abbiamo l’amore dall’altra la dannazione, il peccato, l’incesto. Da che parte pende Francesca? Lo stesso Dante è indeciso. Su Paolo notiamo solo che è senza parole, subisce dopo aver preso l’iniziativa. È come il personaggio muto della tragedia greca.” A questo punto Ottavio Brigandì ha fatto visionare Roberto Benigni che, nella sua lettura del Canto Quinto dell’Inferno che è stata un successo teatrale prima televisivo dopo, sottolineava il culmine del canto con la magistrale e toccante interpretazione delle lacrime di Paolo.

Applausi in libreria, foto di rito e il ripromettersi di tornare presto a Barcellona Pozzo di Gotto da parte di Ottavio Brigandì che ha certamente appassionato un pubblico molto attento composto da personaggi del mondo della cultura, dell’arte e della poesia cittadina fra i quali citiamo Nino Sottile Zumbo, Pippo Messina, Maria Sottile, Marcello Crinò, Salvatore Lombardo, Maria Morganti Privitera, Nunziatina Freni.