Barcellona PG. La poesia “Il Tubo” di Davide Madia dedicata al Museo Epicentro

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Davide Madia ha scritto in questi giorni la poesia “Il Tubo”, dedicandola al Museo Epicentro dell’amico Nino Abbate.

Conosciamo benissimo le recenti vicissitudini denunziate a più riprese da Abbate riguardo l’ormai famoso tubo che perde acqua ove è in costruzione un giardino zen e proprio a fianco del già esistente giardino del Museo Epicentro, entrambi di sua proprietà. Molti i messaggi, gli sfoghi, le lettere scritte in difesa della dignità di questo luogo che proprio nei giorni scorsi è stato definito dall’archeologa Elisa Bonacini, che l’ha visitato per la prima volta, “una enciclopedia d’arte contemporanea”.

In questa circostanza anche la poesia si accosta a questa triste vicenda nei versi di Davide Madia, apprezzato farmacista di Barcellona Pozzo di Gotto e poeta di qualità (ha composto tantissime poesie ed è in cantiere la sua prima raccolta). “Il Tubo” è il titolo della poesia regalata a Nino Abbate: versi intensi che si aprono con una sorta di metafora non troppo velata dei nostri tempi bui nei quali imperano sudditanza, aridità, ipocrisia. Il poeta paragona tutto ciò che è attualità ai bei tempi andati, alla semplicità.

Quindi il richiamo al binomio “cultura-impronta” che ci fa pensare agli eventi mensili dello scorso anno al Museo Epicentro. Il finale è amaro: tanta umiliazione e quella perdita dal tubo “che allaga la mente”, anche in questo caso l’autore descrive un fatto reale conferendogli un effetto nefasto non solo sulle cose (come potrebbe essere il costruendo giardino zen) ma sopratutto sulle menti di ciascuno di noi, attonite di fronte a questo “allagamento”.

 

Il Tubo

Siamo tutti ubbidienti

ad un meccanismo padrone,

gratificati da falsi sorrisi

e inariditi da fantasie di cartone.

Eppure un tempo eravamo felici in groppa ad un somaro

ammirando paesi … la loro bellezza,

ascoltando tutti gli attori.

Ed eravamo sereni in groppa ad un somaro

lasciando al tramonto condurre al recinto

il gregge ai pastori.

Cos’è la cultura, se non l’impronta dell’uomo?

Tra la vita e mia madre

io scelgo mia madre…

in ogni giorno che passa

qualcosa si perde…

c’è qualcosa che perde

e umilia la gente

quel tubo che perde

mi allaga la mente

(Davide Madia – marzo 2018)