Barcellona PG. Manifestazione dei lavoratori del Supermercato Famila 

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Nella giornata di ieri, mercoledì 3 luglio 2019, si è tenuta a Barcellona Pozzo di Gotto una manifestazione dei lavoratori del noto Supermercato Famila, appartenente al Gruppo Abate, che è chiuso dallo scorso 21 gennaio. 

Ben 45 lavoratori che con le rispettive famiglie raggiungono un considerevole numero di persone che stanno vivendo un periodo di difficoltà e rappresentano una realtà da attenzionare. Affiancati dai sindacati, ma pressoché abbandonati dai politici del territorio, hanno giustamente fatto sentire la propria voce in difesa del loro diritto ad un futuro occupazionale dopo mesi di silenzio.

Il Gruppo Abate operava con affitto di licenza della G.D.C., a sua volta controllata dalla S.D. ed a sua volta controllata dalla GICAP e dalla Ergon. Dopo il fallimento del Gruppo Abate, la licenza di fatto non è rientrata alla GDC né la stessa GDC ha dato alcuna comunicazione circa la ripresa delle attività del punto vendita. “Di fatto le lavoratrici ed i lavoratori si ritrovano in una sorta di “Limbo occupazionale” – dichiarano Francesco Rubino della Uiltucs – Uil e Francesco Lucchesi della Filcams – Cgil – in cui si ritrovano senza stipendi e senza conoscere il loro futuro occupazionale e preoccupa molto anche il possibile ritiro della licenza se si dovessero superare i 12 mesi di inattività.”

A tutto ciò si aggiunge che, pur essendo di fatto in cassa integrazione, ancora oggi l’INPS non ha pagato il sussidio di cassa integrazione, aggravando la situazione economica familiare dei 45 lavoratori. Adesso la speranza è che Grande Distribuzione Commerciale, società consortile proprietaria del centro commerciale trovi con S.D., GICAP ed Ergon la migliore soluzione per venire incontro ai 45 lavoratori che aspettano con ansia una nuova prospettiva di reimpiego onde abbandonare finalmente la cassa integrazione. Da segnalare la presenza dei consiglieri di minoranza Antonio Dario Mamì, David Bongiovanni e Francesco Perdichizzi a dare solidarietà ai lavoratori.