Barcellona PG. L’intervista ad Ottavio Brigandì, dantista di origini barcellonesi 

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Ad integrazione della bellissima Conferenza che il dantista di origini barcellonesi ha tenuto ieri alla Libreria Gutenberg abbiamo posto qualche domanda ad Ottavio Brigandì, quesiti semplici e risposte spontanee ed immediate dalle quali viene fuori una persona di grande spessore umano oltre che culturale. Buona lettura. 

Oggi a Barcellona Pozzo di Gotto c’è un caldo infernale. Cosa avrebbe detto Dante a tal proposito? 

Sicuramente si sarebbe ricordato il grande maestro Aristotele che vedeva nel caldo la radice degli umori passionali, degli appetiti gagliardi, d’altronde oggi abbiamo parlato proprio dei lussuriosi per cui avrebbe collegato questo alla passione amorosa. 

Quando ha incontrato Dante per la prima volta? 

Al liceo scientifico, avevo 15 anni e me l’ha fatto amare una bravissima professoressa, Liliana Bianchi. 

Quando si è appassionato alla figura di Dante? 

La passione vera è propria, che poi è diventata anche lavoro, è venuta in età adulta studiando Lettere Moderne ho capito che il Medioevo era molto più vicino a noi di quanto potessimo pensare. 

Qual è la frase di Dante che sente più vicina?

Ne ho due, la prima certamente riguarda l’amore e ne abbiamo parlato oggi: ‘amor c’ha nullo amato amar perdona’, le declinazioni dell’amore in Dante sono infinite ma questa mi tocca personalmente; la seconda sempre dall’Inferno: ‘la cara e buona immagine paterna’, perché le figure paterne nella mia vita sono state particolarmente importanti ed il modo in cui Dante si rapporta ai suoi padri, soprattutto spirituali, mi ha sempre colpito. 

C’è qualcosa nel suo vissuto che le permette di azzardare un paragone fra lei e la figura di Dante? 

È difficile paragonarsi ad una figura così grande ma dopo dieci anni di studio ormai è un mio amico, un antagonista, uno con cui lotto, uno con cui mi confronto. Sicuramente se una cosa che mi colpisce molto è la passione di Dante per la cultura, la filosofia, la letteratura, le scienze. Io mi sento una figura che tenta di conciliare l’aspetto scientifico con quello umanistico e Dante era un campione in tal senso. 

Cosa direbbe ai ragazzi di oggi per farli avvicinare a Dante, in tempi nei quali leggono poco e si crogiolano in futilità e superficialità che allontanano dalla vera cultura? 

C’è un Dante per tutti e per tutto, per ogni occasione della vita. Sicuramente ogni ragazzo è capace di trovare l’aspetto che lo appassiona di più, dall’aspetto amoroso all’impegno politico, dall’aspetto culturale a quello scientifico o anche solo dalla bellezza della poesia. Invito tutti a cercare il proprio Dante.

(Ringraziamo Loredana Aimi per aver fattivamente contribuito alla realizzazione dell’intervista).