Elezioni regionali. Sgarbi: “Non vado con Forza Italia , salda alleanza con il Mir di Samorì”

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Vittorio Sgarbi smentisce categoricamente l’alleanza con Forza Italia in Sicilia in vista delle elezioni regionali del 5 novembre prossimo, ipotesi.

 «Le mie considerazioni rilasciate stamane ad una emittente radiofonica – precisa Sgarbi – sono state strumentalizzate. Vero che ho sentito al telefono Berlusconi, ma non gli ho affatto manifestato alcuna intenzione di correre con Forza Italia. Ho solo registrato le sue preoccupazioni per i voti che “Rinascimento” e  “Mir” porteranno via al centrodestra. Resta dunque salda l’alleanza con il “Mir”, i “Moderatri in rivoluzione” di Giampiero Samorì e continuiamo nella composizione delle liste per le quali ci stanno arrivando numerose candidature»

Intanto oggi  martedì 12 settembre Vittorio Sgarbi, fondatore del movimento «Rinascimento», sarà a Palermo assieme al musicista Marco Castoldi, in arte Morgan (indicato da Sgarbi tra gli assessori insieme a Bruno Contrada e Mario Mori) per una conferenza stampa in programma alle 12,30 nella sede dell’associazione Palab, in  via Fondaco a Palazzo Reale 5 (vicino la sede della Questura). Con loro anche l’avvocato Gerardo Meridio, coordinatore nazionale del «Mir».

Sgarbi farà il punto sulle alleanze e illustrerà il programma elettorale.

Mercoledì 13 settembre invece, alle 18,00, a Milano, nella Sala Buzzati della «Fondazione Corriere della Sera», in via Balzan 3, Sgarbi  presenterà il libro  «Rinascimento – Con la cultura (non) si mangia» (Baldini & Castoldi ) scritto a quattro mani con l’economista Giulio Tremonti, e che costituisce una sorta di “manifesto” del movimento politico.

«Rimane un solo valore: la cultura. Per questo  – spiega Sgarbi – ho ritenuto possibile, dopo tanto parlare  di Rinascimento, identificare con questo nome un’idea politica che facesse coincidere un progetto, una visione, con una parola in cui tutto è compreso, per il presente e per il passato. Rinascimento è una parola bella, è l’idea che l’Italia possa rinascere, ma senza che questo  si concreti in una “rinascita dalla decadenza».