Messina. Lavoratore sospeso per aver criticato l’Atm: provvedimento annullato

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I vertici dell’ Atm lo avevano sospeso dal servizio e dallo stipendio per 15 giorni, come punizione per un commento critico sull’azienda espresso su Facebook. Soddisfatti i sindacati, che colgono l’occasione per scagliarsi contro una deriva antidemocratica.

Il segretario generale della Uil Messina,  Ivan Tripodi e il segretario generale della Uiltrasporti, Michele Barresi, hanno affermato: “Ha vinto la democrazia e il diritto di critica sindacale. Sono stati respinti al mittente i tentativi di imbavagliare il Sindacato e le regole basilari a garanzia dei diritti dei lavoratori”.

“Con estrema soddisfazione comunichiamo che, nei giorni scorsi, ci è stato notificato l’annullamento del provvedimento disciplinare che aveva comminato la sospensione dal servizio e dalla retribuzione per 15 giorni a Paolo Frigione, autista e Segretario aziendale della Uiltrasporti presso l’Atm.” Una vicenda che era stata denunciata dalla Uil in una conferenza stampa tenutasi all’inizio dell’anno.

“Infatti, lo scorso mese di dicembre, la Direzione aziendale di Atm ha disposto ed applicato, addirittura prima ancora del legittimo diritto di difesa, la pesantissima sanzione che, fra l’altro, ha drasticamente tagliato lo stipendio al dipendente proprio nel periodo delle festività natalizie”.

“L’aspetto ancor più grave e paradossale di questa vergognosa vicenda è che il provvedimento in questione, adottato in maniera sommaria e con palese intento di spegnere qualsiasi forma di dissenso e di critica da parte della Uil, rappresentò  la punizione per un banale commento ad un post pubblicato sulla pagina Facebook di una sodale del sindaco De Luca”.

“Il pieno accoglimento del ricorso presentato dal nostro Paolo Frigione, che ha portato all’annullamento della sanzione disposta nei suoi confronti, ha fatto prevalere il rispetto delle regole e delle norme in un momento cittadino di grave conflittualità. Infatti, il Consiglio di Disciplina di Atm, all’unanimità, e quindi anche con il voto favorevole della parte aziendale, ha giudicato illegittimo il provvedimento disciplinare proprio per il metodo utilizzato, vale a dire avendo irrogato la sanzione in maniera sommaria ed avendola applicata ancor prima della possibilità di difesa, violando le più elementari norme del diritto”.

“Insomma – continuano Tripodi e Barresi -viene avvalorato il nostro pensiero e la nostra convinzione rispetto ad un modus operandi, quello dei vertici di Atm, che è apparso anti-democratico e persecutorio nei confronti di uno stimato lavoratore e dirigente sindacale”.

“In tal senso, desideriamo formalmente ringraziare il Consiglio di Disciplina di Atm, a partire dal competente Presidente Daniele Borzì che si è dimostrato organo terzo e di assoluta garanzia.”

“È, inoltre, doveroso evidenziare che la decisione del Consiglio di Disciplina assunta lo scorso 8 gennaio è stata incredibilmente notificata all’interessato soltanto qualche giorno fa e solo a seguito di reiterate richieste di accesso agli atti. L’Atm, che si è dimostrata solerte nell’applicare, ben oltre le normative, la sanzione disciplinare, ad oggi non ha avuto la medesima solerzia nel restituire quanto dovuto al lavoratore ulteriori e reiterati danni economici e morali che saranno oggetto di adeguata valutazione”.

“Infine, riguardo i contenuti del commento social del nostro Paolo Frigione che sembrerebbero avere anche un seguito giudiziario, desideriamo rassicurare il Presidente Pippo Campagna del CdA di Atm riguardo il fatto che siamo certi di far valere anche in tale occasione le nostre ragioni e le ragioni della democrazia nelle sedi opportune”.

“Inoltre, per amor di verità segnaliamo, in risposta alle allusive esternazioni del sindaco De Luca, rilasciate in una recente conferenza stampa, che la Uil in Atm ha come segretario aziendale, proprio l’amico Paolo Frigione, autista in servizio e senza alcun distacco sindacale, mentre i nostri delegati nell’anno 2018 hanno usufruito di meno del 50% dei permessi sindacali spettanti. E ancora: gli iscritti alla Uil sono per il 40% autisti in servizio e regolarmente in turno e per il 45% ausiliari ed operatori della Ztl che sono giornalmente per strada, mentre la restante parte si divide tra operatori di officina per il 10% e il restante 5% è composto da impiegati amministrativi”, ribadiscono.

Così  concludono i sindacalisti: “Nessun ruolo apicale, nessun coordinatore o gestore di servizi né di personale. Insomma, facciamo sindacato perché ci crediamo veramente; non conosciamo bancomat di potere e la gestione clientelare delle tessere non ci appartiene e, forse, proprio per questo e per la nostra libertà risultiamo decisamente scomodi”.

 

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