Messina. Si accende la polemica sulle cartelle pazze tra De Luca e il consigliere Gioveni

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È esplosa la polemica tra il sindaco De Luca e il consigliere Pd Libero Gioveni sulle cartelle IMU del 2013.

Con un post su facebook in cui ha presentato la sua versione, il sindaco ha risposto a Gioveni, che precedentemente aveva paventato il possibile danno erariale da esborso delle spese di notifica, con toni duri: “Chi parla di danno erariale per il costo delle notifiche delle cartelle errate dimostra di non conoscere la materia e di aver omesso di denunziare che il danno erariale si è sicuramente avuto negli anni precedenti per la mancata notifica delle cartelle con la consequenziale prescrizione dei tributi e danni per oltre cinque milioni di euro annui”.

Prosegue nella polemica con una stoccata: “Che faceva questo consigliere comunale tra il 2013 ed il 2018 ? Forse pettinava le bambole?”.

Non si è fatta attendere la controreplica ad opera di Gioveni, il quale dopo aver posto l’accento sulla “verve lessicale” del primo cittadino e aver ribadito che, al momento, il danno erariale è soltanto presunto, ha risposto con altrettanta sagacia: (…)”ricordo al primo cittadino che nella scorsa legislatura, non solo non pettinavo le bambole che lui invece faceva arrossire mettendosi in mutande, ma ho anche dato il mio fattivo contributo proprio sulla delicata materia dei tributi. Quando il sottoscritto parlò per la prima volta di “cartella unica dei tributi”, De Luca governava ancora il “paese dei balocchi” (con tutto il rispetto per i comuni ionici in cui lui ha fatto il sindaco, veri gioielli della nostra provincia!)”. 

Prosegue serrato: “Infatti  la storia dell’ultimo Consiglio Comunale e gli atti deliberativi raccontano che in data 21 ottobre 2015 il Civico Consesso, proprio su un mio ordine del giorno, approvò un atto di indirizzo col quale, non solo si chiese all’Amministrazione di creare, appunto, una cartella unica dei tributi, ma di avviarne anche un servizio telematico, gestendo direttamente da casa davanti a un PC e senza dover fare più file agli sportelli, le proprie posizioni sulla TARI, ex Tares e Tarsu, IMU, ex TASI, accedere alle informazioni e ai dati catastali, gestire i canoni di locazione degli immobili e anche le bollette Amam.

Continua nella sua risposta, accusando di esagerazione l’ “esuberante primo cittadino” e l’Amministrazione tutta nel perseguire gli onesti cittadini : “Gli errori macroscopici commessi in queste settimane, dove addirittura si inviano gli avvisi di accertamento persino a chi non hai mai posseduto un immobile, oltre a rasentare l’inverosimile, dimostrano una palese superficialità che non può essere affatto tollerata! Pertanto, nell’invitare il sindaco De Luca a ravvedersi e, visto che è così tanto bravo a fare i blitz, anche a verificare di persona il grande, enorme disagio che il Dipartimento tributi sta creando alla cittadinanza, alla quale, ad oggi, ribadisco, ancora nessuno ha chiesto scusa».

Questa, nel dettaglio, la versione della faccenda secondo De Luca: “Il frutto delle cosiddette cartelle pazze (dati errati ) è frutto dell’inesistenza di una banca dati unica del contribuente che implementa tutti i dati di consumo e servizi urbani di ogni singolo contribuente (dati catastali – contratto elettrico – contratto acqua e gas – nettezza urbana).Stiamo lavorando alla bonifica della banca dati ed alla creazione della banca data unica del contribuente per stanare gli evasori ed applicare il principio “pagare tutti per pagare meno”. Allo stato attuale si riscontra una evasione media di circa il 50% su tutti i tributi e servizi a richiesta individuale.

Ogni anno si è registrato lo stesso problema dei dati errati ma al solito non si è proceduto alle correzioni consequenziali.Questa volta la situazione degli errori è più ampia perché sono stati notificati circa 25 mila cartelle rispetto alle 3 mila cartelle notificate negli anni precedenti.”

Livia Di Vona

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