Novara di Sicilia. Il Festino dell’Assunta e di Sant’Ugo 2018

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Un altro anno è trascorso ed a Novara di Sicilia ci si ritrova nuovamente sotto l’Assunta, Madre del popolo novarese in questa estate 2018 che vede il nostro Borgo popolarsi dei tanti paesani residenti fuori e di tantissimi turisti che amano godersi una località certamente unica nel suo genere per accoglienza, storia, cultura, arte, tradizione.

È proprio qualcosa che potremmo posizionare fra storia, tradizione e fede il “Festino dell’Assunta e di Sant’Ugo Abate”,organizzato dall’Arciprete ragazzi Santa Maria Assunta guidata da Padre Emeka A. Udechukwu, che quest’anno è partito sin da domenica 29 luglio quando alle 10,00 in punto nel Duomo a Lei dedicato, la bellissima statua della Madonna Assunta del Colicci con un vero e proprio “rito” che si ripete puntualmente da tempo, “A scinnuda da Madonna”, avvolta in un lenzuolo bianco per non danneggiarla durante la delicata operazione, è stata spostata dalla propria cappella sulla pesante vara. Due giorni dopo, martedì 31 luglio è stato il giorno di un secondo “rito”, “A Madonna o so logu”, un’emozionante processione interna al Duomo nella quale l’Assunta è stata portata al centro della Chiesa ove viene onorata nei giorni della “chinnicea” (quindicina), che si tiene sia la mattina alle ore 8,30 che nel tardo pomeriggio alle ore 18,30.

Dal 1 al 13 agosto inoltre si è  tenuta l’Adorazione Eucaristica presso la Chiesa di San Nicola dalle 10,00 alle 11,00. “A Festa i Menzagustu” a Novara è dedicata anche al Santo Patrono di questa comunità Sant’Ugo Abate, monaco cistercense inviato qui da San Bernardo di Chiaravalle (fondò l’omonima Chiesa ed un monastero nella frazione Badiavecchia). L’artistica ed antichissima vara con le Sacre Reliquie di Sant’Ugo verrà traslata dalla Chiesa dell’Abbazia al Duomo alle ore 18,30 di martedì 14 agosto 2018 mentre giovedì 16 alle ore 20,00 si svolgerà la vera e propria Solenne Processione e poi all’ottava del 22 agosto il ritorno all’Abbazia in una Processione con la presenza di tutte le Confraternite che parte dal Duomo alle  ore 20,30.

 Il 15 agosto a Novara di Sicilia è da sempre il giorno più importante dell’anno, quello tanto atteso, da alcuni addirittura sognato: la Madonna Assunta in Duomo appare in tutto il suo splendore già dal mattino e poi all’imbrunire, quando è pronta per la Solenne Processione, con i suoi 150 ceri accesi, l’addobbo floreale alla Vara, i tantissimi gioielli che sono gli “ex voto” dei fedeli. Quest’anno il Pontificale delle 11,00 verrà officiato da S.E. il Vescovo Ausiliare Mons. Cesare Di Pietro, originario proprio di Novara. Le 21,00 è l’orario cruciale: il commovente canto dell’Ave Maris Stella intonato dai portatori, quindi la Vara viene issata dopo tre colpi di martello sul bracciolo. “È come Madre Celeste”, “evvivaaaa”… è come Regina degli Angeli”, “evvivaaaa”… È per la Protettrice di Novara”, “evvivaaaaa”. Sono momenti palpitanti questi, i novaresi piangono di commozione, chi si inginocchia, chi prega, chi si gode qualcosa di unico. L’Assunta ora è sulla porta, vengono sparati i botti, la banda suona e così ha inizio la maestosa processione che il Pitrè definì “fra le più pompose del mondo, molto spagnola”. Immancabili tappe l’Abbazia (arrivo alle 22,00) e dopo una sosta l’Assunta giungerà a mezzanotte in punto in Piazza Bertolami, il centro del borgo. In entrambe le soste verranno eseguite le Litanie. Intorno all’1,00 lo spettacolo pirotecnico e quindi il rientro in Chiesa Madre attraverso la via Duomo: più di un’ora di tempo per percorrere un tragitto relativamente breve perché i portatori avranno la caratteristica andatura oscillatoria, “A ballada da Madonna”, con tre passi avanti e due indietro, qualcosa che non è mero folklore ma una metafora della vita: pur essendoci problemi ed ostacoli bisogna sempre andare avanti. La Processione rientra in Duomo poco dopo le 2,00 in un unico grido “Evviva Maria” i tre colpi di martello sul bracciolo della vara, l’applauso finale, lacrime e speranze di un popolo. Arrivederci al prossimo “Menzagustu” in grazia di Dio.