Novara di Sicilia. Strepitoso successo per il “Nov’aria Festival”, la novità dell’estate 2019 nel borgo

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Giuseppe Buemi, Francesco Di Paola, Bruno Furnari, Salvatore Sofia. Partiamo da questi quattro ragazzi (in rigoroso ordine alfabetico), i principali artefici del numero 0 del “Nov’aria Festival”, la vera novità dell’estate 2019 nel borgo di Novara di Sicilia, rivelatosi uno strepitoso successo. 

Teatro, musica, laboratori, camminate, una ricchissima “tre giorni” alla quale hanno partecipato novaresi, ospiti, turisti presenti fisicamente a Novara ma anche estimatori del borgo lontani dal proprio paese, i quali hanno potuto usufruire delle tante dirette realizzate e postate sulla pagina Facebook del Festival stesso. Lo stesso sindaco di Novara di Sicilia, il sempre attivo Dott. Girolamo “Gino” Bertolami, da noi sentito, ci ha dichiarato che è stata grande la soddisfazione nel vedere all’opera questi figli di Novara operosi nel rendere più bella e vivibile tutta una comunità anche nei giorni successivi a quelli della festa.

 

Sono stati tanti gli artisti ospiti dalla Scenica Frammenti – Compagnia Di Giro a Dario Venturella, da Riccardo Buzzurro ad Amirat Project, dai Fratelli Ruggeri al Corpo Bandistico “M. Giuseppe Caruso” – Novara di Sicilia. Hanno collaborato alla realizzazione dell’evento L’impegno Soccorso Civile Novarese Associazione di Volontariato e l’Associazione Turistica PRO LOCO Novara di Sicilia. Ha riscosso grande successo il corso accelerato di gallo-italico tenutosi in tutte e tre le giornate, in due occasioni sui gradini che costeggiano la Chiesa dell’Annunziata mentre nella giornata finale ci si è spostati sui gradini di Piazza Bertolami, proprio sopra la pregiata statua del “Davide” del grande scultore movarese Buemi.

Docenti d’eccezione Filippo Ferrara e Salvatore Di Pietro nella prima giornata hanno calamitato l’attenzione dei presenti, facendo inoltre alcune precisazioni riguardo termini quali “u joccu da maiurchea” erroneamente definito “maiorchino” o relativamente alla “ballada da Madonna” che effettivamente non balla nel senso classico del termine, con la Vara che si muove dall’alto in basso quasi saltellando (come avviene in quasi tutte le processioni di Milazzo ad opera degli “mbuttaturi”, o a Condrò con il ballo di San Vito), ma ha un’andatura simile ad una danza conferita dal movimento dei portatori che fanno tre passi avanti e due indietro spostandosi leggermente a destra ed a sinistra.

Il Di Pietro ha parlato a tal proposito di “un articolo che circola in rete che contiene queste informazioni errate poiché internet è positivo ma non sempre”. Ove il riferimento fosse al nostro pezzo facciamo presente senza alcuna polemica all’amico “Turi i Danti” che un pezzo va letto ma anche interpretato ed infatti abbiamo scritto “la chiamano a ballada da Madonna” e non “la Madonna a Novara balla” che è, per l’appunto, cosa ben diversa. Che poi a Novara si parli di “ballada da Madonna” da anni è cosa da tutti risaputa e non se lo sta inventando la nostra Testata Giornalistica che non è certo genericamente “Internet” ma un gruppo di professionisti che informa e promuove il territorio e Novara di Sicilia ormai da anni. Il giorno successivo la maestra di dialetto novarese è stata la Signora Angelina della rinomata pasticceria, la quale ha illustrato i segreti della “pasta ‘ncasciada”. Finale in bellezza con la presenza a Novara del Prof. Trovato, docente dell’ Università degli Studi di Catania, che sul Gallo Italico ha fatto studi, ricerche, ha scritto testi ed ha addirittura seguito studenti in tesi sulla lingua Gallo Italica.

Molto seguita ed apprezzata è stata “L’ora di storia” a cura di Andrea Orlando, astrofisico e presidente dell’Istituto di Archeoastronomia Siciliana, che ha ripercorso la storia del territorio dal riparo mesolitico della Sperlinga, alla Rocca Salvatesta, all’insediamento della prima Novara e alla stretta relazione con l’Altopiano dell’Argimusco. Per grandi e piccini ha portato allegria al borgo il Laboratorio di bolle di sapone giganti in Piazza Michele Bertolami. Bello il gemellaggio fra il “Circolo dei Punti”, associazione novarese che divulga l’arte del tombolo e del ricamo e le rappresentanti del progetto AMIRAT, che nasce nel territorio di Mirabella Imbaccari (CT), dove trovano accoglienza richiedenti/beneficiari di protezione internazionale, con la mission di una sartoria aperta al territorio. Ha divertito il pubblico la compagnia pisana Scenica Frammenti, erede di una compagnia di giro del ‘900, una vera e propria famiglia teatrale.

Gli organizzatori di “Nov’aria” hanno attenzionato i pezzi forti del borgo di Novara di Sicilia, che sono stati opportunamente valorizzati e parliamo del Maiorchino, il noto formaggio doc del paese, compreso il gioco della già citata “Maiurchea”, il gioco del “Paorgiu”, una trottola in legno ed il “Mulino Giorginaro”. Così ecco la “Metafisica del Maiorchino”, l’antico gioco della ruzzola del formaggio spiegato da alcuni appassionati e la “Dinamica del Maiorchino”, dimostrazione pratica lungo la via Duomo, accompagnata dalle note di musicisti della Banda locale. Quindi la visita al secentesco “Mulino Giorginaro”, con performance in uno degli antichi mulini che popolavano il Torrente San Giorgio, ed il Laboratorio di Paorgiu (la tradizionale trottola novarese) in via Duomo. Un ruolo importante hanno rivestito il menestrello Dario Venturella, ed il chitarrista Riccardo Buzzurro originario di San Basilio, mentre hanno stupito i Fratelli Ruggeri (erano presenti a Novara Silver e Giusy Ruggeri, il terzo fratello Franco è rimasto a casa) maestri burattinai ed artisti di grande spessore provenienti da Troina, dei quali abbiamo potuto ammirare varie opere, pezzi unici e di straordinaria bellezza. Silver ha esposto in Piazza Buemi un suo quadro “cangiante” infatti muovendosi l’oggetto della visione mutava; inoltre ha realizzato dal vivo dipinti all’interno dei piccolissimi tappi di bottiglia, altra sua specialità artistica e potremmo dire anche artigianale.

Maccheronata al Castello, Cena condivisa in Piazza Duomo altri “eventi nell’evento” che hanno creato movimento nel borgo, una vivacità che non vedevamo da anni nei giorni successivi alla “Festa I Menzagustu” e lo ripetiamo ancora una volta, complimenti a chi ha organizzato, un numero zero che deve rappresentare un inizio, un punto di partenza verso qualcosa da far crescere negli anni a venire perché Novara ha una tal bellezza paesaggistica, storica, artistica e architettonica che è perfetta base da sfruttare per rendere il borgo ancor più affascinante, “una piccola Taormina” come abbiamo sentito nei giorni scorsi da parecchi turisti. Nov’aria si è chiusa in Piazza Bertolami, cuore del Borgo, con la consegna di attestati ricordo e di un testo sul Gallo italico di Salvatore Sofia a tutti i partecipanti. L’appuntamento è alla prima edizione e siamo certi che ne vedremo delle belle…!

(Foto di copertina di Manuela Pavanello)