Dopo i gravi fatti accaduti martedì sera, nel piccolo comune tirrenico, interviene anche il Movimento Città Aperta che condanna i gravi atti di intolleranza e violenza verificatisi durante il carnevale meriese.
“Preoccupa che a scatenare l’infelice epilogo del carnevale, sospeso per un accoltellamento di un giovane in una rissa, – si legge in una nota di Città Aperta – sia stata l’intenzione di lanciare un messaggio di pace dal carro animato dall’oratorio di Nasari, che metteva insieme le bandiere di popoli in guerra sperando in un immediato cessate il fuoco.
Padre Josef Ellul è impegnato da anni in uno dei quartieri più popolati di Barcellona Pozzo di Gotto e fonte di iniziative importanti con cui è riuscito a coinvolgere giovani e anziani.
In attesa che le forze dell’ordine accertino le responsabilità, esprimiamo la nostra preoccupazione per questi gravi atti di violenza che hanno macchiato una serata che doveva essere all’insegna del divertimento.
A provocare non pochi disagi inoltre è stata la mancanza di una adeguato supporto agli spostamenti dei carri, il che ha causato difficoltà importanti alla circolazione, in un orario di punta e nell’unica arteria che collega Barcellona a Milazzo (e, ricordiamolo sempre, al suo pronto soccorso).
Il carnevale deve essere un momento di spensieratezza e gioia, non certo motivo di violenza ed intolleranza”.
Sui fatti accaduti alla manifestazione di Merì interviene direttamente anche il Parroco Don Josef Ellul che precisa: “In riferimento al carnevale di Merì, si puntualizza che l’accoltellamento non ha niente a che vedere con le minacce che il carro “nel nome della Pace” dell’Associazione New Horizon GODPP ha subito durante il percorso”.
Il Gruppo Giovani dell’Oratorio Don Pino Puglisi – New Horizon GODPP, della Parrocchia di S. Maria e S. Rocco di Nasari, ha realizzato il carro allegorico con il tema della “Nel Nome della Pace”.
“Lo scopo del gruppo, in ogni evento che organizza e partecipa, di lasciare un messaggio a tutti coloro che aderiscono ad ogni iniziativa, anche in questo contesto ha voluto non solo esibirsi con un carro allegorico per una esposizione estetica ma il cercare di lasciare un messaggio di cui il mondo e la società di oggi necessita particolarmente.
Appunto per questo, il protagonista di questo carro è la figura di Papa Francesco rappresentato da una mascherata altra 5,5 m e dove si muovono occhi e testa, che più volte a squarciagola ha esorato di cessare ogni tipo di violenza e di guerra.
Due pupi laterali: di cui uno con in mano il simbolo del nucleare e uno con in mano una maschera con la bandiera del USA che in qualche modo è sempre attiva nelle questioni politiche internazionali.
Al centro di loro si trova un volto anch’esso in movimento che richiama il fuoco con gli occhi rivolti in alto supplicando un segno di pace.
Nei laterali troviamo le bandiere delle quattro nazioni che in questo periodo si discute parecchio riguardo la guerra: l’Ucraina e la Russia – Israele e la Palestina.
Auspichiamo che nell’allegria che porta con sé il Carnevale, possa regnare sempre la pace per un mondo migliore”.



