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L’Antiquarium di Tindari si arricchisce di nuove opere e reperti grazie ad una donazione dell’avv. Giovanni Sciacca nei confronti del Parco Archeologico. La cerimonia di donazione si è tenuta nei giorni scorsi all’interno dell’area archeologica alla presenza del direttore del Parco, Giuseppe Natoli, che ha ringraziato l’avv. Sciacca per il gesto di «generosità e altruismo», dimostrando un «forte attaccamento al territorio» e un «marcato senso di appartenenza» alla comunità.

Presente anche l’assessore al turismo del Comune di Patti, Daniele Greco, mentre l’archeologo Miche Fasolo ha fornito una puntuale spiegazione delle opere che andranno ad arricchire la collezione dell’Antiquarium di Tindari.
La donazione consiste in sette opere di Jean-Pierre Houël (Rouen, 28 giugno 1735 – Parigi, 14 novembre 1813), incisore, pittore e architetto francese, nonché uno dei più famosi viaggiatori del Grand Tour. L’artista effettuò un lungo viaggio in Sicilia tra il 1776 e il 1779, visitando anche Tindari. È in questa occasione che realizzò alcuni paesaggi tindaritani con la tecnica dell’Acquaforte. Un’altra opera oggetto di donazione fu realizzata dal pittore e scrittore francese Louis de Forbin (Le Roque-d’Antheron, 1777 – Parigi, 1841). Si tratta di una pregevole incisione che ritrae l’arco del Gymnasium di Tindari. Dalla collezione privata dell’avv. Sciacca provengono, inoltre, alcune monete coniate dalla Zecca di Tyndaris, una delle quali reca l’incisione “Agathyrnum”, antica città sicula che sorgeva sul territorio dell’attuale Capo d’Orlando.

«Questa donazione – è il commento dell’avv. Giovanni Sciacca – nasce dalla consapevolezza che qualsiasi opera oggetto di interesse culturale debba poter essere fruita da tutti. Per me, che sono un “raccoglitore di cose”, è un onore sapere che qualcosa di mio abbia trovato spazio all’interno dell’Antiquarium di Tindari, luogo che custodisce la storia più antica del nostro territorio. Per questo ringrazio il direttore del Parco Archeologico, Giuseppe Natoli, grazie alla cui sensibilità è stato possibile esibire queste opere al pubblico».