Condividi:

Una tragedia che adesso dovrà essere decisa tra i banchi del Tribunale di Barcellona PG per arrivare a dare giustizia e verità, partendo dall’11 febbraio prossimo con l’udienza preliminare innanzi al GUP Giuseppe Sidoti, che dovrà decidere sul rinvio a giudizio del 18enne di Furnari accusato di duplice omicidio stradale aggravato.

Il giovanissimo automobilista dovrà rispondere di un’accusa pesante, secondo le contestazioni della Procura della Repubblica della Città del Longano rappresentata dai sostituti, Veronica De Toni e Dora Esposito, la notte del 15 luglio scorso avrebbe guidato a velocità pari a più del doppio del limite consentito una Fiat Grande Punto nel centro urbano di Barcellona Pozzo di Gotto e travolto ad un incrocio Mattia Caruso, 16 anni e Simone Marzullo, 17 anni, mentre erano a bordo di un Aprilia Scarabeo 125. Mattia e Simone sono morti sul colpo.

Una fatto gravissimo, che ha sconvolto la comunità di Barcellona Pozzo di Gotto e di Librizzi. I due ragazzi, amici inseparabili, secondo la relazione del consulente tecnico incaricato dalla Procura, l’ingegnere Santi Mangano, a cui è stato chiesto di procedere alla ricostruzione tecnica del terribile schianto, viaggiavano ad velocità moderata lungo via San Vito, in direzione mare-monte.

Il terribile incidente avvenuto all’incrocio con Via Kennedy dove i due giovani sarebbero stati travolti dalla Fiat Grande Punto, condotta dal 18enne che proveniva da Milazzo ad una velocità di 132 km/h. L’auto avrebbe fatto successivamente un testa coda per poi colpire un’altra auto parcheggiata e un albero. L’urto, violentissimo, non ha lasciato scampo ai due giovanissimi, sbalzati dal motorino a parecchi metri dal punto di impatto.

Dalle indagini e della consulenza tecnica pochi giorni prima di Natale, i sostituti De Toni ed Esposito, hanno chiesto al gip il rinvio a giudizio dell’indagato, che sarà difeso dagli avvocati Sebastiano Campanella, del Foro di Barcellona, e Paola Barbaro, del Foro di Messina. Nel procedimento si costituiranno parti civili le famiglie delle vittime rappresentate dagli avvocati Paolo Pino, Claudio Cannas e Alessandro Pruiti Ciarello.