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Si è svolta questa mattina, nell’aula consiliare di Palazzo dell’Aquila, la presentazione del nuovo modello organizzativo promosso dall’ASP di Messina, volto a rafforzare l’assistenza sanitaria e sociale sul territorio attraverso la rete delle “Case di comunità”.

L’iniziativa riguarda il Distretto socio-sanitario D27, con Milazzo capofila, e si fonda su un sistema integrato di servizi che punta sulla collaborazione tra medici di medicina generale, sindaci e personale infermieristico dedicato all’assistenza domiciliare. Il modello adottato è quello “Hub & Spoke”: Milazzo sarà il centro nevralgico (Hub), mentre Valdina fungerà da presidio territoriale collegato (Spoke), con l’obiettivo di avvicinare i servizi ai cittadini e migliorare la continuità assistenziale. Ai lavori sono intervenuti il presidente del Distretto socio-sanitario D27, Nino Caselli (primo cittadino di Torregrotta), i sindaci di Milazzo Pippo Midili, San Filippo del Mela Gianni Pino e Valdina Antonino Di Stefano, nonché il vicesindaco di Spadafora Carlo Alberto Lamberto.

Ad illustrare il nuovo assetto organizzativo sono state le dirigenti del Distretto milazzese dell’Asp, Patrizia Sutera e Patrizia Restuccia.
«Questa nuova impostazione rappresenta un passo importante verso un sistema di salute più vicino ai cittadini – hanno dichiarato – capace di rispondere in maniera tempestiva e coordinata ai bisogni di cura, prevenzione e assistenza della popolazione del Distretto».

Secondo la pianificazione della rete territoriale di assistenza della Regione Siciliana, nel Distretto D27 sono previste due Case di comunità: una a Milazzo, in via Impallomeni, e una a Valdina, lungo la strada provinciale. Si tratta di strutture sanitarie di prossimità concepite come punti unici di accesso, dove medici di base, pediatri, infermieri, operatori sociali e altre figure professionali opereranno in equipe multidisciplinari.
Elemento chiave del nuovo “Sistema salute” sarà la stretta collaborazione con i medici di medicina generale, che diventeranno parte integrante del processo di presa in carico del paziente, lavorando in sinergia con l’equipe distrettuale nei nuovi percorsi territoriali. «L’obiettivo – hanno aggiunto Sutera e Restuccia – è potenziare la medicina generale come punto di riferimento per la salute quotidiana dei cittadini e garantire una reale continuità assistenziale sul territorio».

Accanto ai medici, sarà fondamentale il coinvolgimento costante dei sindaci dei Comuni del Distretto, chiamati a partecipare a un dialogo continuo con l’Asp per assicurare che le scelte organizzative rispondano concretamente ai bisogni delle comunità locali.
Altro pilastro del modello sarà la presenza di infermieri dedicati all’assistenza domiciliare, che affiancheranno medici e servizi sociali per fornire cure direttamente nelle abitazioni dei pazienti, con particolare attenzione ad anziani, persone fragili e malati cronici.

Determinante, infine, sarà garantire un’adeguata dotazione di personale medico e infermieristico, condizione indispensabile per evitare le criticità che da anni interessano i Pronto soccorso ospedalieri e le Guardie mediche, e per assicurare l’effettiva efficacia del nuovo assetto territoriale.