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Il gruppo consiliare ‘Ora x Terme Vigliatore’ e la consigliera indipendente Chiara Crisafulli scrivono al presidente del consiglio, al sindaco e al segretario comunale, inviando una formale contestazione e diffida indirizzata ai vertici del Comune, denunciando un “reiterato tentativo di impedimento” nelle funzioni di controllo relative al nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG). Al centro della contesa, la nota prot. 0002588 del 24 febbraio 2026, con cui l’amministrazione aveva convocato un incontro tecnico sul PUG con un preavviso di meno di 15 ore, notte inclusa, nel pomeriggio per la mattina successiva.

“Fa riflettere con quale leggerezza questa amministrazione tratti argomenti delicati come il piano regolatore e come i consiglieri comunali vengano informati di tali incontri”, si legge in una nota congiunta.

Ecco il documento integrale inviato nei giorni scorsi:

“I sottoscritti Consiglieri comunali,
PRESO ATTO
– della nota prot. 0002588 del 24/02/2025, avente ad oggetto: “Convenzione di incarico approvato con determina n. 51 del O1/02/2024 per revisione del Piano Regolatore Generale, le prescrizioni esecutive, le norme di attuazione e il regolamento edilizio del Comune di Terme Vigliatore – CONVOCAZIONE incontro 25/02/2025 la quale si invita a una più puntuale definizione dell’oggetto dell’istanza.” con la quale veniva convocato un incontro relativo al Piano Urbanistico Generale (PUG) con un preavviso inferiore a 15 ore, notte compresa;
PREMESSO CHE
• l’incontro sul PUG con il tecnico incaricato era stato precedentemente rinviato più volte senza che fosse successivamente riconvocato né fornita alcuna comunicazione ufficiale ai Consiglieri di minoranza;
• i sottoscritti hanno appreso solo in data 24 febbraio 2026 alle ore 15:00 della convocazione di un nuovo incontro fissato per il 25 febbraio 2026 alle ore 10:00, con un preavviso oggettivamente inidoneo a garantire la partecipazione consapevole e responsabile dei Consiglieri;
• il Piano Urbanistico Generale costituisce lo strumento fondamentale di pianificazione territoriale e di indirizzo strategico dello sviluppo del Comune per i prossimi decenni, incidendo in maniera determinante sugli assetti urbanistici, economici, turistici e sociali del territorio;

CONSIDERATO CHE
• tale modalità operativa determina una evidente compressione delle prerogative consiliari, ostacolando di fatto l’esercizio del mandato elettivo;
• la reiterata mancata convocazione e il successivo incontro comunicato con tempistiche irragionevoli configurano un comportamento gravemente lesivo del principio di trasparenza, correttezza istituzionale e leale collaborazione tra gli organi dell’Ente. Se qualcuno crede di gestire nelle segrete stanze il PUG, sappia sin d’ora che troverà una ferma opposizione;
• l’esclusione sostanziale della minoranza dai momenti di confronto su atti strategici rappresenta un vulnus democratico che svilisce il ruolo del Consiglio Comunale e mortifica la funzione di controllo e indirizzo politico-amministrativo attribuita ai Consiglieri;
TUTTO CIÒ PREMESSO
I sottoscritti formulano la più ferma e formale contestazione nei confronti del Sindaco, dell’Amministrazione comunale e del Presidente del Consiglio Comunale per le modalità adottate, che appaiono chiaramente finalizzate a limitare la partecipazione della minoranza consiliare ai processi decisionali riguardanti il PUG.
Si diffida formalmente il Presidente dal reiterare in futuro simili condotte e si pretende che ogni attività, incontro o confronto relativo al PUG e ad altri atti strategici venga concordato con le forze di opposizione e i consiglieri indipendenti e comunicato con congruo anticipo, in modo da consentire a tutti i Consiglieri di esercitare pienamente e consapevolmente il proprio mandato.
Si avverte sin d’ora il Sindaco, il Presidente e la Giunta comunale che, in assenza di un immediato ripristino delle corrette prassi istituzionali e del pieno rispetto delle prerogative consiliari, i sottoscritti si riservano di adire le competenti autorità per la tutela delle proprie funzioni, ivi compresa la Segnalazione alla Prefettura competente per territorio e all’Assessorato Regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica.
Il presente documento viene trasmesso per la protocollazione agli atti dell’Ente e per ogni conseguente adempimento”.

Infine nello scorso fine settimana, anche la lettera del consigliere e assessore ai Lavori Pubblici Domenico Feminò, su “riscontro e considerazioni rispetto alla Sua nota nr. prot. 2897 del 03/03/2026, pervenuta per conoscenza tramite comunicazione della Presidenza del consiglio in data 05/03/2026”, in cui attacca dall’interno della Giunta di cui fa parte, l’operato sul PUG del sindaco Bartolo Cipriano.

“Alla luce delle note pervenutemi, ritengo doveroso intervenire, soprattutto in riferimento agli atti di indirizzo elencati dal primo cittadino, che rappresentano un “fatto politico ed amministrativo” di gravità unica e mai avvenuta prima nella nostra Comunità.
Chi, come me, conosce Bartolo Cipriano, nella sua veste da politico, comprende immediatamente che quelle parole messe nero su bianco e “siglate” foglio per foglio non rappresentano “farina del suo sacco”.
Un politico navigato e sempre attento agli “equilibri” degli organi Comunali come Lei, mai e poi mai avrebbe redatto ed inviato un atto contraddistinto dalla spregiudicatezza, noncuranza del garbo politico nonché manifesta “ignoranza” sotto il piano tecnico-giuridico.
Tali direttive saranno state concordate con qualcuno? Se così fosse, con chi???
Sicuramente non sono frutto di una riunione né di Giunta, tanto meno di Maggioranza, figuriamoci un coinvolgimento di tutto l’arco consiliare.
Il primo cittadino nelle sue qualità rappresenta una maggioranza, quindi il garante della stessa, oltre ad avere amministrativamente ritagliato per sé anche il ruolo di assessore all’urbanistica.
Visto il delicato argomento, le buone maniere di una proposta democratica impongono un confronto tra le parti, sia in casa propria che con le forze di opposizione.
Non mi risultano da 6 mesi a questa parte convocazioni in tal senso, al netto di incontri ufficiosi, consumati alla mia insaputa tra un caffè, un thè aromatizzato ed un occhietto di bue.
Politiche anacronistiche producono azioni amministrative altrettanto anacronistiche che, condite dalla manifesta spregiudicatezza, ci riproiettano nel più oscuro passato della nostra Comunità, quando invece il territorio dovrebbe essere proiettato nel futuro.
Considerato che lei non si è limitato ad essere “inopportuno” solo sotto il profilo amministrativo-politico ma ha deciso di effettuare un goffo slancio in ambito tecnico-giuridico mi preme evidenziarle che questa uscita risulta in aperto contrasto con la normativa disciplinante la redazione di un PUG..
L’articolo art. 26 della L.R. Sicilia n. 19/2020, evidentemente sconosciuto da chi ha redatto le insulse note, letteralmente prevede quanto segue:
“1. Il PUG è redatto dal comune ed è adottato ed approvato dal consiglio comunale secondo la procedura di seguito specificata, sulla base delle direttive impartite dalla giunta comunale attraverso apposito atto di indirizzo.” Alla C.A. del fantomatico Pre-Consiglio in composizione.

Alias, il Sindaco in tutto ciò, dal punto di vista AMMINISTRATIVO, non ha la facoltà di inviare, nella sua funzione di Sindaco, cito: “appunti e riflessioni aggiuntive che potrà prendere in considerazione nell’auspicato spirito di sinergica collaborazione” ad un progettista incaricato di redigere tale strumento, a meno che (con evidente sfregio della normativa) il Sindaco non abbia voluto “superare” la propria stessa Giunta o, ancor peggio, fare proprie delle considerazioni terze che in Giunta non sono state, in alcun caso riportate. Se il dubbio è l’anticamera della verità qui siamo innanzi a un grave problema!
A voler essere più attenti alla fase procedimentale in cui dovremmo oggi trovarci, la legge recita espressamente:
“6. Entro i dieci giorni successivi alla definizione del documento preliminare, il responsabile del procedimento trasmette al consiglio comunale, o ai consigli comunali nel caso di piano in forma associata, il documento preliminare del PUG e la relativa proposta di deliberazione, unitamente al rapporto preliminare della VAS ed agli eventuali contributi pervenuti, che il comune è tenuto a valutare. Le determinazioni del consiglio comunale sono deliberate entro il termine di sessanta giorni dalla data di ricezione della proposta di deliberazione”.
Per quanto sopra ogni eventuale ulteriore integrazione e/o richiesta sarebbe dovuta necessariamente passare dal Consiglio Comunale e non certamente tra i tavoli di un bar!
Ancora la normativa sopracitata prevede espressamente che: “Sono obbligatori e propedeutici al PUG gli studi agricolo-forestale (SAF) e geologico con particolare riferimento agli aspetti idrogeologici e lo studio di compatibilità idraulica di cui al piano di gestione del rischio alluvioni e per come previsto dal piano stralcio di bacino per l’assetto idrogeologico della Regione siciliana (P.A.I.) e lo studio demografico e socio-economico, redatti da professionisti incaricati nell’ambito delle rispettive competenze, e lo studio archeologico, redatto su scala locale dalla competente soprintendenza per i beni culturali e ambientali e presentato entro sessanta giorni dalla richiesta da parte del comune. Il predetto studio archeologico può essere, altresì, redatto da professionista di comprovata esperienza”.
Per farla breve, allo stato attuale – secondo la normativa vigente – mancano gli elementi necessari al fine di avviare i lavori di predisposizione del piano. Il Sindaco quindi che fa? Dopo mesi di immobilismo sul punto, si è permesso di inviare una “riflessione” con un plateale sconfinamento delle sue funzioni, addirittura arrivando ad individuare zone del paese (a dire il vero solo alcune contrade) dove effettuare interventi.
Senza voler peccare di presunzione e senza timore di smentita ritengo di poter affermare che la sua fuga in avanti, oltre ad essere politicamente sgradita, mostra una approssimazione amministrativa che non può garantire una programmazione lineare per il territorio di Terme Vigliatore.
Quindi con la presente, evidenziato quanto sopra, le chiedo se il fantomatico “preconsiglio”, organo informale, materializzato in quell’elenco, si sia sostituito al vero e proprio consiglio votato dai cittadini????
Se così fosse, la prego di sollevarmi dal ruolo di Amministratore di questo Ente, perché il Sottoscritto – con tutti i propri difetti – ha una storia politica e personale da tutelare, non potendo partecipare, anche indirettamente, a simili cadute di stile politico-giuridiche.
Viceversa, se quanto espresso sopra non fosse vero, La invito formalmente a spiegare davanti a tutti i cittadini, in Consiglio Comunale, su quali basi, tecniche ed amministrative abbia formulato tali dettagliate proposte.
La invito a spiegare gli spostamenti di strade, zone F, zone D, zone C, senza studi di settore preventivi.
La invito a spiegare a tutti noi i prolungamenti di certe vie (indicando sostanzialmente ed in modo particolareggiato zone private).
La invito a spiegare la manifestata predilezione per la zona di Terme Centro – probabile nuovo fulcro politico – a discapito delle frazioni di S. Biagio e Vigliatore.
La invito infine a spiegare la minuziosa ricerca dei dettagli, quasi come a voler accontentare singole e particolareggiate istanze.
Il tutto condito dalla meticolosità da far pensare ad un lavoro sicuramente non stilato in un paio d’ore tra gli scaffali della farmacia.
In conclusione Caro Sindaco, vista la sua “folgorazione sulla via di Maceo”, tra l’altro sua ex residenza in questo comune, se lei, o chi per lei, ha ben chiari tutti questi dettagli su cosa bisogna fare per assicurare un migliore sviluppo urbanistico, quindi economico del territorio, per quale motivo abbiamo affidato un incarico ad un progettista esterno che si dovrebbe occupare di questo?
Vista la completezza delle idee elencate, perché non affidare all’Ufficio Tecnico Comunale la redazione del piano?
Inoltre il R.U.P. del procedimento attualmente in carica è a conoscenza delle sue “illuminate” idee di sviluppo urbanistico?
Gentile Sindaco considerate le nostre carenze rispetto alla documentazione preliminare prevista dalla legge, perché minacciamo di revocare l’incarico al Progettista esterno se non lo abbiamo messo nelle condizioni di poter svolgere il proprio lavoro, rischiando di proiettare l’Ente verso un contenzioso inutile?
Ebbene Sindaco, in conclusione diamoci del tu come abbiamo sempre fatto, con la presente missiva desidero invitarti a rendere chiarezza alla cittadinanza in merito a tutto quanto sinteticamente evidenziato, sperando, questa volta, che deciderai di renderci con sincerità le tue PERSONALI considerazioni e non osservazioni “pre-fabbricate” e siglate in cambio di non si sa che cosa.
La presente viene inviata anche alle SS.VV. RUP e Arch. Cristoforo Pacella, al fine di rendere le opportune valutazioni in merito alla correttezza formale del procedimento attualmente in essere”.