Nella mattinata di ieri, presso il Liceo Scientifico e Linguistico Statale “Archimede” di Messina, circa 200 giovani studenti delle classi quarte e quinte hanno partecipato a un incontro di quelli che non capitano tutti i giorni, dal titolo “Dalla memoria all’azione. Il ruolo della Magistratura e delle Forze dell’Ordine. Il contrasto alla criminalità organizzata tra storia e presente”.
Il particolare evento è stato moderato dalla Dirigente Scolastica, Prof.ssa Laura CAPPUCCIO, e introdotto dall’Ing. Carmelo LA ROSA, Presidente dell’Associazione Nazionale Antimafia “Alfredo Agosta”, fondata in memoria del Maresciallo Maggiore Aiutante dei Carabinieri Alfredo AGOSTA, assassinato dalla mafia il 18 marzo 1982 a Catania, talché è stato poi anche decorato con la Medaglia d’Oro al Merito Civile alla memoria.
Ulteriore intervento introduttivo è stato anche quello del Dott. Giuseppe AGOSTA, figlio del defunto militare dell’Arma e componente dell’associazione che prende il nome da quest’ultimo, che si pone lo scopo di dare il giusto risalto alle numerose forme attraverso cui si manifesta l’antimafia, valorizzandone la pluralità a discapito dell’omertà e del racket, nonché promuovendo la coscienza civile e l’impegno sociale, a cominciare innanzitutto dai giovani.
Successivamente, lo stimolante confronto in cui i ragazzi sono stati coinvolti è poi proseguito con le parole del Colonnello Lucio ARCIDIACONO, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Messina, e del Dott. Carlo CAPONCELLO, Procuratore Generale presso la Corte d’Appello peloritana, i quali – richiamando le stragi di mafia degli anni ’90 – hanno condiviso le loro esperienze e ripercorso i rispettivi vissuti professionali.
Difatti, la preziosa occasione ha consentito agli studenti di chiedere agli illustri interlocutori quali siano state le conseguenze che la cattura di Matteo MESSINA DENARO ha determinato nell’evoluzione di “cosa nostra” e quali siano le capacità criminali maturate nel tempo da quest’ultima organizzazione; inoltre, uno spazio particolare è stato riservato anche alla paura e al timore che un simile sodalizio può aver generato nei confronti dei relatori nell’arco degli anni di servizio prestato nei rispettivi ambiti.
Il proficuo incontro si è quindi concluso sottolineando ai giovani uditori quanto sia importante la scuola nel processo di formazione del senso civico di ciascun cittadino, in quanto l’apertura mentale e la crescita culturale che si matura proprio sui banchi di scuola costituisce sempre, anche in prospettiva futura, lo strumento più efficace per non soccombere ai soprusi delle organizzazioni mafiose.




