Riceviamo e pubblichiamo nota a firma di Saverio Todaro: Ci sono episodi che bastano da soli a misurare la distanza tra chi amministra una città e la realtà che quella città vive ogni giorno. Quanto accaduto ieri sera a Piazza San Papino, davanti alla struttura del Gi.Fra. Società Sportiva Dilettantistica Gioventù Francescana Milazzo, è uno di questi.
Quattro gattini sono stati trovati chiusi in un bidone dell’umido, dentro un contenitore contrassegnato dal codice 0030ORMI00001159, con lo stemma del Comune di Milazzo. Quattro vite abbandonate, quattro cuccioli lasciati a morire come rifiuti.
Non è solo un fatto grave. È la fotografia perfetta di un’amministrazione che si occupa di animali solo quando c’è da apparire, da inaugurare, da fare passerelle o da raccogliere consenso. Quando invece c’è da intervenire davvero, quando serve presenza, responsabilità e comando, il Sindaco Pippo Midili sparisce dietro il solito copione fatto di alibi e scaricabarile.
Quella sera, dopo aver trascorso la mattinata insieme al Movimento Sud chiama Nord di Milazzo e ai deputati regionali onorevoli Cateno De Luca e Matteo Sciotto, mi trovavo in zona con alcuni amici. A un certo punto sono stati uditi chiaramente dei lamenti, dei pianti, dei miagolii disperati. La scoperta è stata agghiacciante: dentro quel bidone c’erano quattro gattini vivi.
Da quel momento sarebbe servito un Sindaco presente, capace di assumere la responsabilità politica e istituzionale di una città che guida. Invece, ancora una volta, si è visto il contrario.
La Polizia Locale non ha risposto alle numerose chiamate. I Carabinieri e la Polizia di Stato hanno riferito di non avere pattuglie disponibili. La Guardia Zoofila non disponeva di volontari reperibili. E quando è stato contattato il Sindaco Pippo Midili, la risposta è stata la solita, poverissima e rivelatrice: non ci sono volanti disponibili. Come se la tutela di quattro animali abbandonati fosse un problema da archiviare con una frase di circostanza.
È questa la cifra politica dell’attuale amministrazione: la sollecitudine si esaurisce nei comunicati, mentre nella realtà manca persino la capacità minima di coordinare un intervento. Un Sindaco non è un passacarte. Non è un osservatore. Non è un commentatore delle emergenze. È il primo responsabile dell’ordine, del coordinamento e della tenuta istituzionale della città.
L’episodio dell’ispettore Doddo ha reso tutto ancora più evidente: il rifiuto di intervenire, la freddezza, l’inerzia operativa, la totale assenza di una linea politica chiara su una vicenda che richiedeva solo una cosa: agire subito. E invece no. Ancora rinvii, ancora confusione, ancora quel modo di amministrare che lascia soli i cittadini e perfino gli animali.
Solo grazie all’accordo con la Questura di Messina i gattini sono stati portati al Pronto Soccorso Veterinario di Messina e successivamente presi in carico dalla Polizia Metropolitana di Messina, che si occuperà della consegna alle associazioni competenti per l’affido. A loro va un ringraziamento sincero, perché hanno dimostrato con i fatti cosa significa servire le istituzioni. Non con le parole, non con i post, non con le inaugurazioni.
E proprio qui sta il punto politico più grave: a Milazzo si parla di tutela animale quando conviene, ma poi si lascia tutto fermo quando bisogna davvero intervenire. Si costruisce immagine, non sistema. Si fa propaganda, non amministrazione. E il Sindaco Midili, che dovrebbe essere il primo garante di questo sistema, continua a mostrarsi più attento alla narrazione che alla sostanza.
Se una città non è in grado di rispondere nemmeno davanti a quattro gattini chiusi in un bidone, allora non è un problema di fortuna o di sfortuna: è un problema di guida politica. E la guida politica, in questo caso, ha un nome e un cognome.
Milazzo merita un Sindaco che governi, non che assista passivamente ai problemi. Merita un Sindaco che coordini, non che si nasconda. Merita un Sindaco che assuma responsabilità, non che scarichi tutto sugli altri quando la realtà lo chiama a rispondere. Gli animali non servono per le passerelle. Servono rispetto, protezione e istituzioni presenti. Tutto il resto è solo propaganda”.




