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Nella giornata di oggi i Carabinieri della Compagnia di Taormina hanno eseguito una misura cautelare personale -emessa dal G.I.P. del Tribunale di Messina, su richiesta della locale Procura della Repubblica- nei confronti di 5 persone, per i reati di “associazione per delinquere” finalizzata alla commissione di reati di “falsità materiale ed ideologica commessa dal P.U. in atti pubblici”.

Con il provvedimento sono stati disposti gli arresti domiciliari per il sindaco,
un consigliere comunale di Forza d’Agrò, un agente e un ausiliario del traffico
della locale polizia municipale, nonché il divieto di dimora a carico di un altro
consigliere comunale del medesimo comune.
La misura cautelare riflette il grave compendio indiziario raccolto dai
Carabinieri nel corso di un’indagine, avviata nel marzo 2024 e coordinata dalla
Procura della Repubblica (Dipartimento reati contro la Pubblica
Amministrazione), che ha consentito di ipotizzare un sodalizio criminale
dedito a una serie indeterminata di falsi in atto pubblico, consistiti in
numerose attestazioni di residenza mendaci, che, permettendo di votare a
soggetti non aventi diritto, avrebbero inquinato, alterandolo, l’esito delle
elezioni amministrative dell’8 e del 9 giugno 2024 del Comune di Forza
d’Agrò.
Le investigazioni erano state avviate dopo la segnalazione di anomalie nelle
citate consultazioni elettorali, essendo, poi, effettivamente emerse ben 96
richieste di trasferimento di residenza, ritenute anomale, proprio per la loго
prossimità (tra fine 2023 e aprile 2024) alla data delle medesime elezioni del
Comune di Forza d’Agrò (8 e 9 giugno 2024). E ciò tenendo conto del fatto
che quel Comune conta appena 835 residenti e la normativa prevede che, per
ottenere il diritto al voto in un Comune, è necessario che l’iscrizione nelle liste
elettorali dello stesso sia avvenuta almeno 45 giorni prima delle votazioni.
Il grave quadro indiziario si è altresi nutrito degli esiti dell’attività ispettiva
disposta in via amministrativa dal Prefetto di Messina, destinatario di denunce
di irregolarità in occasione delle elezioni comunale a Forza d’Agrò.
Le investigazioni -condotte dai Carabinieri della Stazione di Forza d’Agrò e del
Nucleo Operativo della Compagnia di Taormina- sono consistite in attività
tecniche di intercettazioni telefoniche, servizi di osservazione, analisi di
tabulati telefonici, acquisizioni documentali, nonché nell’escussione di
persone informate dei fatti.
Al sindaco viene, quindi, contestato di aver promosso e organizzato
un’associazione per delinquere nell’ambito della quale:

sono risultate coinvolte anche altre 67 persone, per aver concorso – a vario
titolo a formare falsi verbali di accertamento di iscrizione anagrafica,
mediante false dichiarazioni di dimora abituale, per rendere verosimili i
trasferimenti di residenza e quindi favorire l’indebita acquisizione del diritto
di voto;
è emerso che tra i luoghi ove veniva attestata la residenza, vi erano immobili
inesistenti, o disabitati e in disuso, ovvero addirittura le camere di due
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alberghi, riconducibili, rispettivamente, al Sindaco e ad uno dei Consiglieri
Comunali indagati; nonché un immobile risultato sede di uno stabilimento
balneare della frazione “Fondaco Parrino” di Forza d’Agrò;
è risultato che l’Agente della Polizia Municipale e l’Ausiliario del traffico, in
qualità di accertatori anagrafici, avevano falsamente attestato l’effettivo
trasferimento di numerose persone che avevano chiesto di ottenere la
residenza nel Comune di cui si tratta.
Su 96 richieste di residenza analizzate durante le indagini, ben 59 sono
risultate mendaci. Tra l’altro, tale numero appare ancor più rilevante ove si
consideri che, a fronte di 673 votanti, il Sindaco è stato eletto con uno scarto
di 30 voti; mentre la lista che lo sosteneva si è affermata con 40 preferenze.
Le indagini hanno accertato che, sebbene le richieste di cambio di residenza
provenissero da soggetti riconducibili a entrambi gli schieramenti impegnati
nella competizione elettorale, il Sindaco uscente -piegando a propri fini la
carica ricoperta- aveva assunto il controllo dei procedimenti di verifica delle
residenze. Infatti, le richieste di cambio di residenza non venivano più
trasmesse ritualmente dall’Ufficio Anagrafe alla Polizia Municipale, ma gestite
dal medesimo sindaco, che le assegnava in prima persona ai pubblici ufficiali
che avrebbero poi dovuto istruirle, impartendo, ai medesimi agenti della polizia
municipale indagati, le disposizioni sui controlli da effettuare in maniera
“addomesticata”. A tal proposito, appare di rilievo che, nell’aprile 2024
proprio a ridosso della data delle elezioni comunali- l’Ausiliario del traffico,
oggi tratto in arresto, era stato nominato “accertatore anagrafico”, risultando,
poi, l’esecutore della maggior parte dei controlli da cui era scaturito un cambio
di residenza.
“Quanto sopra, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca, costituzionalmente
garantito e nel rispetto dei diritti di ciascun indagato, che -in considerazione
dell’attuale fase delle indagini preliminari-è da presumersi innocente fino alla
sentenza irrevocabile, che ne accerti le responsabilità e con la precisazione
che il giudizio, che si svolgerà in contraddittorio con le parti e le difese davanti
al giudice terzo ed imparziale, potrà concludersi anche con la prova
dell’assenza di ogni forma di responsabilità in capo a ciascun indagato”.