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“A oltre venti giorni dalla conclusione delle elezioni comunali è stata finalmente presentata la Giunta che affiancherà la sindaca Melangela Scolaro nel governo della città. Nel corso della campagna elettorale abbiamo ascoltato parole importanti: cambiamento, rinnovamento, discontinuità. Temi e toni che lasciavano presagire una svolta, se non altro nei metodi e nelle persone chiamate ad amministrare Barcellona Pozzo di Gotto”, si legge nella nota di Città Aperta in merito alla nuova giunta varata dal sindaco Melangela Scolaro.

“L’impressione che emerge chiaramente, però, è quella di una scelta lunga e sofferta, condizionata dalla necessità di trovare equilibri tra partiti, liste e gruppi politici, secondo dinamiche che appartengono più alla tradizione della politica che alla rivoluzione annunciata. A rafforzare questa lettura c’è il ricorso a figure esterne alle liste della maggioranza, che potrebbe segnalare una carenza di profili adeguati al loro interno o, peggio, il frutto di un compromesso per accontentare chi, in altri luoghi, è rimasto senza incarico dopo l’esito delle urne.

Naturalmente non intendiamo esprimere giudizi preventivi sulle persone nominate. Gli assessori saranno valutati per il lavoro che sapranno svolgere, per i risultati che riusciranno a raggiungere e per la capacità di dare risposte concrete ai problemi della città. Aspetteremo di vederli all’opera, valutando i fatti.

Come “Città Aperta” continueremo a svolgere il nostro ruolo con serietà, responsabilità e spirito costruttivo, con lo spirito di collaborazione che abbiamo già annunciato voler essere il nostro filo conduttore in questa fase amministrativa, sostenendo ciò che riterremo utile per la comunità e contestando ciò che non condivideremo. Resteremo pronti a dare una mano e a lavorare concretamente per il futuro della nostra città, pur nella differenza dei ruoli.

Tuttavia, una prima considerazione politica ci sembra inevitabile: se la campagna elettorale aveva promesso una rivoluzione nel modo di governare la città la composizione della Giunta non sembra rispondere appieno alle aspettative. Per il momento, possiamo soltanto constatare che la rivoluzione può attendere”.

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