Prosegue a Taormina la sedicesima edizione di Taobuk – Taormina International Book Festival, ideato e diretto da Antonella Ferrara. Fino a lunedì 22 giugno, scrittori, filosofi, scienziati e artisti si confronteranno sul tema della Fiducia, filo conduttore dell’edizione 2026.
La terza giornata culminerà nel Taobuk Gala al Teatro Antico, che celebrerà alcune delle più autorevoli personalità della cultura contemporanea con la consegna dei Taobuk Award ad Abdulrazak Gurnah, Haruki Murakami, Dacia Maraini, Jonathan Coe, Donato Carrisi, Anish Kapoor, Valeria Bruni Tedeschi, Stefano Di Battista, Nicky Nicolai, Roberto Zappalà, Ester Pantano e Vitali Alekseenok. Un evento che unirà letteratura, arte, musica, danza, cinema e spettacolo in una serata di grande partecipazione, accompagnando il festival verso una nuova giornata di incontri, dialoghi e approfondimenti dedicati alle molteplici declinazioni della Fiducia.
La kermesse è promossa dalla Regione Siciliana, guidata dal Presidente Renato Schifani, dall’Assessorato regionale del Turismo, Sport e Spettacolo, dall’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e dalla Fondazione Taormina Arte Sicilia, con il sostegno del Parco Archeologico Naxos Taormina e del Comune di Taormina, insieme ad altre importanti istituzioni e realtà pubbliche e private.
Dalle ore 10 alle ore 22 Taormina è animata da anteprime editoriali, talk, dibattiti, tavole rotonde, retrospettive, reading e attività performative, che si svolgeranno in oltre dieci luoghi della città (tra cui Piazza IX Aprile, Palazzo Duchi di Santo Stefano, Palazzo Corvaja, Casa Cuseni, Teatro Antico, Four Seasons San Domenico Palace Hotel).
Il programma si articola in strisce tematiche che esploreranno la Fiducia attraverso molteplici discipline, punti di vista e linguaggi.
Gli incontri di domenica 21 giugno
La parola che ci tiene insieme
La fiducia è, prima di tutto, atto linguistico. Precede le istituzioni, i contratti e perfino i sentimenti: nasce nel momento in cui una voce chiede di essere creduta e un’altra accetta il rischio di prestarle fede. Ogni parola pronunciata o scritta è una piccola scommessa sull’altro, una forma di esposizione di sé.
Geografie dell’esilio (Palazzo San Domenico, ore 12.00). Nella produzione letteraria del Premio Nobel Abdulrazak Gurnah, in dialogo con Igiaba Scego, il tema dell’esilio ritorna nella sua forma più radicale e più elaborata: non solo fatto biografico, ma dimensione geografica e interiore. Le sue storie abitano lo spazio tra Africa e Occidente, tra memoria coloniale e identità postcoloniale, tra lingua perduta e lingua adottata.
La fiducia e l’inganno (Piazza IX Aprile, ore 20.00). Per Donato Carrisi la parola è luogo della fiducia tradita: in La bugia dell’orchidea (Longanesi) verità e menzogna si inseguono fino a confondersi, e la fiducia emerge come un gesto fragile ma necessario, continuamente messo alla prova dalla forza delle apparenze. Carrisi dialoga con Antonello Piraneo.
Come si diventa umani
La fiducia nel corpo, nella relazione, nella fragilità accettata. Il percorso mette insieme incontri che interrogano la fiducia come esperienza dell’umano, imparando ad abitare l’amore, il desiderio, il riconoscimento, attraversando la crisi senza diventare stranieri a sé stessi.
Vestire la fiducia. Lo styling come atto di affermazione di sé (Palazzo Corvaja, ore 11.00). A partire dal libro L’arte dello styling. Come raccontarsi attraverso i vestiti (Vallardi), Susanna Ausoni dialoga con Eva Spampinato sulla moda come strumento di espressione individuale e sullo styling come forma di interpretazione di sé e del proprio tempo attraverso immagini, simboli e abiti che parlano senza parole.
Fiducia e percezione del corpo. Tra stereotipo e identità (Giardino del palazzo dei Duchi di Santo Stefano – BPER Agorà, ore 18.30). L’intervento di Monica Calcagni, in dialogo con Michela Giuffrida nel contesto di BPER Agorà, è dedicato al corpo come primo luogo della fiducia in sé, stimolando una riflessione sulla cura di sé come pratica per unire etica ed estetica, identità e presenza fisica.
Il patto sociale
Ogni comunità si regge, implicitamente ma necessariamente, su un insieme condiviso di regole, diritti e responsabilità, che rende possibile la convivenza civile e la definisce. È nella credibilità delle istituzioni, nell’equità delle norme e nella giustizia come garanzia concreta che prende forma lo spazio condiviso in cui si riconosce il patto sociale. A sostenerlo è la fiducia: quando si indebolisce, si incrina il legame tra cittadini e ordine collettivo, mettendo in tensione un equilibrio spesso fragile. Che cosa rende ancora vitale questo assetto? E in quali forme può essere rinnovato? Attraverso libri, testimonianze ed esperienze che attraversano il Novecento e interrogano il presente, il festival esplora le condizioni su cui si regge la vita comune.
«Trust but Verify». L’Europa può ancora fidarsi degli Stati Uniti? (Palazzo Corvaja, ore 10.00). Al complesslo scenario tra le due sponde dell’Atlantico è dedicato un appuntamento, moderato da Paolo Valentino, con l’obiettivo di esplorare se e come sia possibile ricostruire un quadro di fiducia condivisa tra Europa e Stati Uniti, a partire dagli equilibri interni alla NATO. Ne discutono il sociologo Marc Lazar, Luigi Gianniti, Direttore servizio Studi Senato della Repubblica, Innocenzo Cipolletta, autore di Dopo Trump, il futuro della globalizzazione (Laterza), e Massimo Gaggi, editorialista del Corriere della Sera.
Fiducia, il diritto alla sicurezza e la lotta alle mafie e al crimine transnazionale (Palazzo Corvaja, ore 12.00). L’On. Chiara Colosimo, presidente della Commissione Nazionale Antimafia, e Antonio Balsamo, presidente della Corte d’Appello di Palermo, dialogano con Elvira Terranova sul rapporto tra consenso e fiducia a fondamento della vita democratica: se il primo fa appello alla volontà popolare, la seconda garantisce il rapporto tra cittadini e istituzioni.
La zagara e il piombo (Palazzo San Domenico, ore 17.00). Nel centocinquantesimo anniversario della fondazione del Corriere della Sera, Alfio Russo. Il Gran Siciliano alla direzione del Corriere della Sera (Carocci) di Alfio Bonaccorso (in dialogo con Andrea Cerra) richiama una concezione esigente del giornalismo, fondata su rigore e responsabilità culturale. La ricostruzione di una fase nodale della Prima Repubblica restituisce il ruolo della parola pubblica, la cui credibilità si fonda sulla capacità di tenere insieme fatti, opinioni e rapporto con i lettori. Bonaccorso dialoga con Andrea Cerra. Letture di Rita Re.
La responsabilità del pensiero (Piazza IX Aprile, ore 21.00). Il filosofo e giornalista Bernard-Henri Lévy dialoga con Paolo Valentino su ciò che resta della fiducia nelle democrazie liberali, messe alla prova da disinformazione, violenza politica ed erosione di un linguaggio pubblico condiviso.
Il futuro è una promessa?
Ogni progetto di futuro è un atto di fiducia. Ma la fiducia nel futuro non è uno stato d’animo: è una costruzione che richiede condizioni concrete, strutture in grado di offrire opportunità, politiche capaci di ridurre le disuguaglianze, istituzioni che proteggano i più vulnerabili, visioni ampie e condivise. Questo percorso accende i riflettori su economia, diritti, governance e responsabilità intergenerazionale.
Dati e analisi come strumenti del cambiamento (Palazzo San Domenico, ore 11.00). Il Premio Nobel per l’Economia Esther Duflo interviene nel contesto dell’Atlante della fiducia – curato da Stefano Salis – portando una riflessione sul rapporto tra ricerca, responsabilità pubblica e cambiamento sociale. Attraverso un metodo empirico fondato su studi sul campo e sperimentazioni controllate, Duflo ha contribuito a trasformare il modo in cui l’economia affronta le sfide della povertà e delle disuguaglianze. Il suo lavoro mostra come la fiducia tra cittadini, istituzioni e ricercatori rappresenti una condizione essenziale per tradurre la conoscenza in azioni efficaci e generare un impatto concreto sulla realtà.
Umani e macchine
L’intelligenza artificiale è la trasformazione più profonda che il presente stia attraversando. Non soltanto tecnologica, ma antropologica, politica, culturale. Cambiano il lavoro, il linguaggio, la percezione della realtà, il rapporto con il sapere, le forme del potere. La domanda non è più soltanto se possiamo fidarci delle macchine, ma se sappiamo ancora fidarci della nostra capacità di giudicare, scegliere, distinguere il vero dal plausibile, il pensiero dall’automazione.
Quali sono i confini oggi tra umanità e tecnologia? (Palazzo San Domenico, ore 10.00). La sezione Taobuk Tech Edition, a cura di Massimo Sideri, riflette su tre snodi concettuali: il primato dell’intelligenza umana nell’era degli algoritmi; i confini sempre più labili tra umanità e tecnologia, in un mondo in cui la macchina non è più utensile ma parte integrante della nostra nicchia ecologica; i limiti del conoscibile, quella soglia oltre la quale ogni atto di conoscenza diventa atto di fiducia nella scienza, nel metodo, nel coraggio di spingersi verso l’ignoto. Ne discutono Cosimo Accoto (da remoto), Massimo Itta, Massimo Gulisano e Giuliana Panieri. Modera l’incontro Massimo Sideri.
Democrazia digitale e nuove forme di potere (Palazzo Corvaja, ore 18.00). Davide Casaleggio, in dialogo con Francesca Longo, stimola la riflessione intorno al rapporto tra intelligenza artificiale e democrazia in Le 7 rivoluzioni dell’intelligenza artificiale (Chiarelettere): la partecipazione politica riscritta dagli algoritmi, la mediazione tradizionale in crisi, il rischio di una sovranità delegata all’efficienza del calcolo sono al centro del suo intervento. Modera: Francesca Longo.
Geografie della fiducia
Il punto di partenza di questa area non sono i luoghi in quanto tali, ma il modo in cui i luoghi formano l’identità delle persone, sottraendole o restituendole a loro stesse. La fiducia, qui, prende una forma geografica e narrativa insieme: appartiene ai paesaggi, alle genealogie, agli sradicamenti, ai ritorni. Appartiene alla Sicilia – non solo come cornice del festival, ma come isola-mondo, struttura di pensiero, sistema di simboli. E si allarga al Mediterraneo, ai temi dell’esilio, del viaggio, del ritorno: tre movimenti che compongono una delle costellazioni concettualmente più ricche dell’intero programma.
Beit la Beit. Di Casa in Casa. Poesia e memoria dal Creek al Mare Nostrum (Palazzo San Domenico, ore 15.00). La poetessa Shamma Al Bastaki porta a Taormina la sua poesia multilingue, che raccoglie le voci dei vicoli del Dubai Creek e custodisce la memoria viva di una città in trasformazione. La sua performance inaugura il gemellaggio tra Taobuk e l’Emirates Airline Festival of Literature, rappresentato per l’occasione da Carmel Rosato. Modera l’incontro Ruggero Aricò.
La Fiducia che unisce. Cultura, comunità e partecipazione (Palazzo San Domenico, ore 16.00). Sul rapporto tra territori e realtà culturali – fondazioni, festival, rassegne, saloni del libro – intervengono Raffaele Bonsignore, Fabio Del Giudice, Stefano Mauri, Lino Morgante, Nino Rizzo Nervo, Gaetano Savatteri, Silvio Viale e Giulio Perrone, per discutere dell’ecosistema culturale italiano e delle sfide aperte per ridurre le diseguaglianze nell’accesso alla lettura e costruire comunità culturali durature. Modera l’incontro Stefano Salis.
Tra isole e abissi (Palazzo Corvaja, ore 16.00). Maria Elisa Aloisi e Virginia Spanò ritraggono una Sicilia arcipelago, arcaica e misteriosa, a partire dai loro rispettivi romanzi L’isola degli inganni (Mondadori) e Profumi e graffi (Giulio Perrone editore), in un viaggio tra geografia, memoria e narrazione, in cui realtà e mito si intrecciano. Modera l’incontro Antonio Siracusano.
Dove i confini si dissolvono. L’arte di Anish Kapoor tra materia, vuoto e presenza (Piazza IX Aprile, ore 19.00). L’opera di Anish Kapoor non occupa lo spazio ma lo trasforma. In questo abbandono alla materia risiede una forma antica di fiducia, quella di chi accetta di essere attraversato da ciò che non può né controllare né comprendere del tutto. Intorno a questi temi, l’artista dialoga con Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi.
TaobukTeen, il programma per le nuove generazioni, è uno spazio dedicato agli studenti delle scuole superiori: ogni anno gli istituti scolastici possono aderire a un ventaglio di iniziative dedicate, che spaziano dalla lettura all’elaborazione creativa, dall’orientamento professionale al dialogo diretto con le voci più autorevoli della scena editoriale.
Taobuk dedica uno spazio specifico anche alle scuole primarie e secondarie di primo grado: TaoKids è la sezione pensata per bambini e ragazzi fino ai dodici anni, un percorso articolato in laboratori interattivi, progetti di lettura e contest, costruito per avvicinare alla letteratura attraverso forme partecipative e linguaggi contemporanei.
L’incontro del giorno è Mia mamma è un dinosauro. Lettura animata con gli autori: Riccardo Francaviglia, Margerita Sgarlata. (Ubik Libreria, ex chiesa di S. Agostino, ore 17.00). Un bambino cresce con una madre T-Rex che lo ama senza riserve, finché l’estinzione non li separa. Una nuova madre umana lo accoglie, ma tra loro si apre la distanza di due mondi incompatibili: lei dovrà imparare a farsi dinosauro per raggiungerlo. Mia mamma è un dinosauro (Carthusia) è un albo illustrato sull’accoglienza e sulla fiducia tra chi ama e chi viene amato. Riccardo Francaviglia e Margherita Sgarlata lo portano a Taobuk con le illustrazioni e Luigino, il loro inseparabile pupazzo.



