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Siamo abituati a pensare alla psicoterapia come a un percorso intimo, racchiuso tra le quattro mura protettive di uno studio professionale. E siamo altrettanto abituati a vivere i concerti come momenti di pura evasione o condivisione collettiva. Ma cosa succede se questi due mondi, apparentemente così distanti, si fondono su un palcoscenico teatrale?

La risposta sta nel Formoso Therapy Show, uno spettacolo d’avanguardia che dal 2023 sta riempiendo i teatri italiani. Si tratta di un evento musicale e formativo unico nel suo genere, ispirato direttamente al mondo della psicologia e della psicoterapia. A ideare questo format è Adriano Formoso: psicoterapeuta, ricercatore e cantautore, che ha deciso di trattare i temi fondamentali della mente umana offrendo agli spettatori strumenti e conoscenze per potenziare il proprio benessere psicologico e fisico attraverso spiegazioni, immagini e canzoni da lui composte.

Con il mio spettacolo parlo di amore, adolescenza, crisi, creando un ponte tra il suono e la vita emotiva delle persone”, racconta Adriano Formoso. L’obiettivo profondo di questo progetto è proprio quello di portare la terapia fuori dallo studio professionale, rendendola accessibile a tutti e, addirittura, divertente.

Il cuore scientifico: la Neuropsicofonia e il superamento della musicoterapia

Dietro l’impatto emotivo dello show c’è un solido impianto scientifico che affonda le radici nella Neuropsicofonia, una disciplina di cui Formoso è pioniere. “La Neuropsicofonia nasce dal mio vissuto personale e dallo studio con i miei collaboratori della relazione tra stimolo sonoro, frequenze acustiche, cervello ed emozioni”, spiega il terapeuta. “Non è solo ascoltare musica per rilassarsi, ma un percorso che unisce canto, psicologia e neuroscienze”.

Nello specifico, la Neuropsicofonia© studia gli effetti di determinate stimolazioni acustiche sul cervello e sul corpo umano. Rappresenta una modalità di approccio alla persona che utilizza particolari suoni, frequenze acustiche e toni binaurali come strumento di stimolazione delle cellule nervose e del sistema endocrino, configurandosi come un modello avanzato di sviluppo della musicoterapia ricettiva.

Le musiche dello show derivano proprio da questi assunti scientifici. C’è però una netta evoluzione rispetto al passato: “Rispetto alla musicoterapia tradizionale, che lavora molto sul fare musica o sull’ascolto, la Neuropsicofonia coinvolge anche la voce e la partecipazione attiva: la persona diventa protagonista del suo processo di benessere, non solo spettatore”.

Se il pubblico diventa parte viva della cura

È proprio questa partecipazione attiva a trasformare il teatro in uno spazio terapeutico collettivo. Le canzoni eseguite dal vivo (spesso accordate a frequenze specifiche come i 432 Hz) non sono semplici intrattenimenti, ma attivatori emozionali. Monologhi ironici e provocatori si alternano a brani come “Di Vento – Adolescenza e Bowlby”, dove la musica rock accompagna il pubblico a riflettere sulla teoria degli stili di attaccamento infantili e sulle relazioni adulte.

I risultati di questo approccio si vedono sul volto degli spettatori, e le testimonianze raccolte da Formoso ne sono la prova:

“La reazione più sorprendente è stata vedere persone commuoversi fino alle lacrime e poi venirmi a dire: ‘Mi sento più leggero, come se avessi fatto una seduta di terapia’. È in quel momento che ho capito che la musica e le parole insieme possono davvero curare. Una volta, durante lo spettacolo, un ragazzo si è alzato e ha detto: ‘Questa canzone sembra scritta per me’. Quella condivisione spontanea mi ha fatto capire che il pubblico non è spettatore, ma parte viva del Therapy Show.”

Un’esperienza che trasforma

Il Formoso Therapy Show rompe definitivamente la barriera della passività. Chi si siede in platea non assiste semplicemente a un concerto o a una conferenza, ma compie un viaggio interiore condiviso.

La cosa più sorprendente è che il pubblico non rimane mai passivo. Anche chi arriva per curiosità, finisce per partecipare, per raccontarsi. Ho visto persone uscire con un sorriso nuovo, quasi come se avessero trovato una chiave dentro di sé”, conclude Formoso.

In un’epoca in cui la salute mentale è finalmente al centro del dibattito pubblico, spettacoli come questo dimostrano che la divulgazione scientifica e la relazione d’aiuto possono trovare canali nuovi, pop e potentissimi. Al costo di un biglietto teatrale, Adriano Formoso offre una via d’accesso immediata alla cura di sé, dimostrando che l’armonia della mente può passare anche attraverso le note di una chitarra.

 

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