Arrivano i ricorsi post-elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026 al Tar: nella serata di ieri prima a Messina presentato dal cittadino Michele Laghezza, al centro la raccolta delle firme e dei simboli delle liste collegate all’attuale sindaco uscente e rieletto Federico Basile di Sud chiama Nord, con un ricorso che non sarebbe destinato a restare l’unico nella città dello Stretto. Mentre nel pomeriggio di oggi arriva l’ufficialità che anche Barcellona Pozzo di Gotto è stato depositato un ricorso sulle elezioni comunali che ha visto vincere le liste di ScN con la sindaca Melangela Scolaro con uno scarto di 150 voti, tra i ricorrenti il candidato consigliere Michele Mandanici e altri quattro ricorrenti difesi dall’avvocato Paolo Starvaggi.
In sostanza con il ricorso si chiede la proclamazione di Nicola Barbera come primo cittadino, perchè secondo la tesi del legale: andrebbero azzerati i voti delle tre liste a sostegno della Scolaro. L’atto depositato oggi al Tar e notificato alle parti controinteressate e al Comune come parte resistente.
Il ricorso così come a Messina si baserebbe sulle firme di ScN, con la mancata sottoscrizione delle liste, oltre ad un eventuale ricalcolo su diverse sezioni per erroneità dello scrutinio, riscontate dal legale di parte. Adesso la parola passa al Tar chiamato a valutare tale atto, fondamentale per il destino politico-amministrativo della città del Longano.
Identica contestazione anche per il Comune di Messina sulla questione che Sud chiama Nord, partito del sindaco eletto, rappresentato all’ARS, ha usufruito della deroga prevista per i soggetti già presenti in sede regionale; quella deroga è stata estesa a 14 liste collegate, che riportavano nel contrassegno il simbolo di ScN in piccolo, senza raccogliere le firme previste dalla legge.
Con il ricorso si chiede al Tar di verificare se questa estensione sia stata legittima o meno e, in caso contrario, di valutare l’annullamento dell’intera tornata elettorale o delle liste ritenute irregolari. Già a maggio, il Tar Catania aveva respinto i ricorsi che chiedevano la sospensione del voto, sia sulla questione delle dimissioni di Basile (ritenute tardive) sia sulla esenzione dalla raccolta firme per le liste di ScN, dichiarando inammissibili gli atti “per mancanza di interesse” e consentendo lo svolgimento delle elezioni.
Adesso si apre una nuova fase: non più la sospensione del voto, ma la contestazione a posteriori della regolarità delle liste e, di riflesso, del risultato elettorale.
A Messina e Barcellona PG le possibili conseguenze potrebbero essere tre: Ricorso post‑elettorale (art. 70 e seguenti del D.Lgs. 267/2000 – Testo unico enti locali), dopo la proclamazione degli eletti, chiunque vi abbia interesse può presentare ricorso al Tar contro la regolarità delle operazioni elettorali. Se il Tar dovesse accogliere il ricorso: l’elezione può essere annullata, il Comune può essere affidato a un commissario straordinario; si tornerebbe alle urne entro pochi mesi.
Un ricorso al Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA) con la decisione del Tar che può essere impugnata davanti al CGA, ed i tempi possono allungarsi, ma l’eventuale annullamento resterebbe possibile. Infine il ricorso respinto con l’ammissione delle liste diventa definitiva e il nuovo sindaco resta in carica per l’intero mandato.
Scenari destinati a far discutere su due città che avevano eletto e proclamato sindaci, giunte e consigli comunali già a lavoro per affrontare le numerose istanze e problematiche delle due importanti comunità, che necessitano certamente di una buona stabilità politico-amministrative.



