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Mattinata di altissima tensione e violenza all’interno della Casa Circondariale di Messina Gazzi. Un gruppo di quattro detenuti, già sottoposti al regime di sorveglianza particolare (articolo 14-bis), ha tentato di dare vita a una vera e propria rivolta all’interno della struttura di via Consolare Valeria. Il bilancio finale è pesante: sei agenti della Polizia Penitenziaria sono rimasti feriti, tra cui il Comandante del Reparto.

Secondo le prime ricostruzioni fornite dai sindacati di categoria, i quattro detenuti facinorosi hanno scatenato il caos nei corridoi della struttura detentiva. Per coprirsi la fuga e ostacolare la vista del personale, i reclusi hanno svuotato e spruzzato gli estintori presenti nei corridoi, creando una fitta nube di polvere chimica nell’ambiente.

Subito dopo è scattata l’aggressione fisica. Un ispettore è stato brutalmente assalito e il Comandante di Reparto, intervenuto immediatamente per coordinare i soccorsi e gestire la sicurezza, è stato colpito ripetutamente con calci e pugni nel tentativo di riportare l’ordine. Solo il tempestivo intervento di ulteriori unità di Polizia Penitenziaria ha permesso di contenere i facinorosi e di ricondurli all’interno delle celle di sicurezza, sventando una rivolta su larga scala.

Tutti e sei i poliziotti coinvolti nell’aggressione sono stati costretti a ricorrere alle cure mediche ospedaliere per traumi e contusioni riportate durante le fasi concitate della colluttazione.L’episodio ha riacceso immediatamente il dibattito sulle condizioni di sicurezza degli istituti di pena siciliani. Giovanni Spanò, vicesegretario regionale del sindacato SiNAPPe, ha espresso ferma condanna definendo l’accaduto un “gesto folle e ingiustificabile”.

Il sindacato ha espresso totale solidarietà al personale ferito, tornando a chiedere a gran voce interventi strutturali urgenti per garantire l’incolumità dei lavoratori della Polizia Penitenziaria, quotidianamente sotto pressione a causa del sovraffollamento e della gestione di soggetti ad alta scorta.

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