Dopo l’avvio nei giorni scorsi delle Case di Comunità sul territorio, si è tenuto questa mattina nella sede dell’Asp di Messina un incontro richiesto dalle Federazioni dei Pensionati di Cgil, Cisl e Uil con il direttore generale Giuseppe Cuccì e il management dell’azienda sanitaria per affrontare i bisogni delle persone fragili. I sindacati erano rappresentati dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Pietro Patti, Antonino Alibrandi e Ivan Tripodi e dai segretari generali di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilpensionati, Teresa Lontri, Giovanni Ammendolia e Giuseppe Calapai.
«Si è trattato di un incontro positivo – sottolineano i sindacalisti – con l’Asp che ha rappresentato come a Messina siano stati raggiunti quasi tutti gli obiettivi prefissati visto che mancano alcune strutture in fase di realizzazione e che si stanno monitorando e come, adesso, sia necessario l’avvio di un percorso di crescita per il quale, come Organizzazioni sindacali, abbiamo dato la disponibilità a sostenere e accompagnare il processo di funzionalizzazione sulla base delle norme che regolano le strutture. Ma – aggiungono – abbiamo evidenziato come questo debba essere anche l’avvio di un percorso che porti anche ad un graduale cambiamento culturale della comunità nell’approcciare la sanità. Queste strutture rappresentano il nuovo punto d’ingresso nella sanità pubblica».
Il tema, naturalmente, è stato approfondito in tutte le sue sfaccettature con un confronto schietto e chiaro tra le parti. «Qualche difficoltà si sta verificando nel reclutamento di alcuni specialisti – spiegano i rappresentanti sindacali – soprattutto per determinate tipologie di prestazione che servono in alcuni ambiti territoriali, come le aree interne, le zone disagiate o, per esempio, le isole Eolie. Abbiamo chiesto di programmare incontri costanti nell’ambito di una sinergia che possa fare emergere le criticità, ove nascano, e capire insieme come strutturare gli interventi per arrivare alle soluzioni di problematiche che potrebbero nasce».
Un aspetto che anche l’Asp di Messina ha voluto condividere. «Serve – concludono i sindacalisti – un fronte comune e ci siamo lasciati con l’impegno che anche su altri temi, come quelli del personale che deve essere integrato nelle strutture, verrà fatta una scansione mirata per capire come efficientare tutto il sistema».



