Sul caso Dusty srl – Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, la Cassazione mette la parola fine ad una vicenda lunga oltre dieci anni: confermata la correttezza delle scelte fatte dalla allora Amministrazione Collica nel 2013.
Una vicenda durata oltre un decennio si chiude con una sentenza che rappresenta anche una lezione di metodo amministrativo. Città Aperta esprime soddisfazione per la decisione della Corte di Cassazione, che ha dichiarato improcedibile il ricorso presentato da Dusty S.r.l. nei confronti del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, ponendo definitivamente fine a un lungo contenzioso e confermando integralmente quanto già stabilito dal Tribunale di Barcellona P.G in primo grado e dalla Corte d’Appello di Messina in secondo grado.
“La società aveva richiesto un’integrazione di circa 200 mila euro al mese per 40 mensilità per presunti maggiori costi sostenuti nella gestione del servizio di igiene urbana tra il 2013 e la conclusione dell’appalto, per un totale di circa 7.400.000 euro oltre interessi e rivalutazione monetaria. Una pretesa che è stata ritenuta infondata in tutti i gradi di giudizio, fino alla definitiva pronuncia della Cassazione. La società è stata inoltre condannata al pagamento delle spese legali di tutti e tre i gradi di giudizio, nel quale il Comune di Barcellona P.G. è stato difeso dall’Avv. Alessandro Campo.
Questa sentenza conferma la solidità dell’accordo raggiunto nel 2013 dall’allora Giunta guidata dalla sindaca Maria Teresa Collica, con l’assistenza legale dell’avvocato Alessandro Campo e grazie anche al lavoro dell’allora assessore David Bongiovanni.
Si trattò di una scelta amministrativa che, pur contestata da più parti in quel momento, consentì alla città di evitare una grave crisi igienico-sanitaria, garantire la continuità del servizio e salvaguardare il posto di lavoro di decine di operatori, senza gravare ulteriormente sulle casse comunali.
L’esito definitivo del processo tutela oggi gli interessi economici dei cittadini barcellonesi e restituisce piena credibilità a decisioni amministrative che, con il senno di poi, si dimostrano fondate, responsabili e orientate esclusivamente alla tutela dell’interesse pubblico.
Ancora una volta emerge un principio fondamentale: la buona amministrazione si misura nella capacità di assumere decisioni difficili ma corrette, destinate a resistere non solo al dibattito politico, ma anche al vaglio della giustizia”.



