Nel comune più piccolo della Sicilia, dove vivono circa 150 abitanti e la vita continua a seguire ritmi antichi, il suono più atteso non è certo quello del traffico cittadino. È l’annuncio che corre tra gli abitanti quando arriva il portalettere: «C’è u postino!».
A Roccafiorita, in provincia di Messina, questo ruolo conserva ancora il valore di un tempo. Roberto Puglia, dipendente di Poste Italiane, non è soltanto colui che consegna pacchi e corrispondenza, ma un volto familiare e un punto di riferimento per i cittadini.
“Al mio arrivo inizia il passaparola – riferisce Roberto – come ad avvisarsi l’un l’altro che se c’è qualcosa che aspettano, è il caso di farsi trovare in casa”.
Il portalettere sorridendo racconta che “qualche nome di destinatario di posta con difficoltà di udito, lo si sente a gran voce lungo la via. A volte infatti non basta il citofono per farsi sentire, e li chiamo dall’esterno per farli affacciare al balcone”. Capita poi che tra le palazzine senza ascensore, qualcuno non possa andare al portone per ritirare la posta. E così, è Roberto a salire fino a casa per una personale consegna al piano. Una cortesia spesso ricambiata da alcuni abitanti, che al portalettere omaggiano un assaggio dei prodotti della loro terra, come uova e qualche ortaggio.
“Fino a un mese fa – aggiunge – la toponomastica in alcuni punti del paese era carente e con il tempo ho imparato dove si trovasse l’abitazione di ogni destinatario. Oggi indirizzi e civici sono stati completati, anche se qualche buca delle lettere e qualche nominativo sui citofoni ancora manca, nonostante i miei suggerimenti”.
Non solo lettere e bollette a Roccafiorita. L’e-commerce è arrivato fino anche al paese più piccolo della Sicilia. “Consegno sempre più spesso pacchi derivanti da acquisti online”.



