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Le dieci date di Biagio Antonacci, coronate dal suggestivo concerto all’alba del 18 luglio, si sono tradotte in un successo che va ben oltre i numeri del botteghino. L’evento, inserito nel cartellone della 70 esima edizione del Tindari Festival (organizzato dal Comune di Patti, per la direzione artistica di Mario Incudine) ha generato un’eccezionale eco mediatica, con i riflettori dei media nazionali e dei social che si sono accesi stabilmente sulla splendida frazione pattese, attivando un circolo virtuoso di marketing territoriale e garantendo una visibilità dalle ricadute economiche e d’immagine ampiamente positive per l’intero territorio.

La complessa macchina organizzativa ha funzionato alla perfezione grazie a una sinergia istituzionale impeccabile. Un ruolo cruciale e strategico è stato svolto dal Parco Archeologico di Tindari, che ha supportato l’iniziativa fin dalle prime battute sul piano logistico e gestionale. Il lavoro instancabile del personale, dei funzionari e dei custodi del Parco ha garantito lo svolgimento in totale sicurezza di undici serate ad altissima affluenza, dimostrando come la tutela del patrimonio possa convivere attivamente con la valorizzazione culturale contemporanea. Il Parco Archeologico si conferma, così, un motore di sviluppo fondamentale, capace di assecondare e sostenere grandi eventi in grado di restituire a Tindari il prestigio che merita.

A margine dell’evento, grande soddisfazione è stata espressa dall’arch. Giuseppe Natoli, direttore del Parco Archeologico di Tindari: «Siamo orgogliosi di aver contribuito in prima linea al successo di un evento così importante per il nostro territorio. Ospitare un artista del calibro di Biagio Antonacci per undici appuntamenti, culminati nell’incanto del concerto all’alba, è stata una sfida logistica imponente che abbiamo raccolto con entusiasmo. Questo risultato straordinario è anche frutto del lavoro di tutti i nostri funzionari e custodi, che hanno garantito lo svolgimento dei concerti senza il minimo intoppo. Il Parco Archeologico non deve essere solo un custode silenzioso del passato, ma un soggetto attivo in grado di stringere sinergie con le amministrazioni locali e i grandi festival. Solo valorizzando la bellezza dei nostri luoghi anche attraverso iniziative di questo genere possiamo restituire a Tindari il prestigio, la centralità e la visibilità che le competono».

 

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