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Un patrimonio sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati, accumulato nel tempo da un soggetto considerato ad alta pericolosità sociale. È questo il fulcro del provvedimento eseguito dai militari della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Messina, che hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro antimafia e di prevenzione emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale peloritano, su richiesta della locale Procura della Repubblica.

I sigilli sono scattati su disponibilità finanziarie, conti correnti, depositi e beni mobili e immobili riconducibili al destinatario principale e ai membri del suo nucleo familiare convivente.

Il destinatario della misura è un uomo ben noto alle cronache giudiziarie locali per un curriculum criminale particolarmente fitto. Nel corso degli anni, l’indagato è stato colpito da diverse ordinanze di custodia cautelare per reati aggravati dal metodo mafioso, oltre a registrare precedenti per rissa, minacce e omicidio colposo. Le indagini economico-patrimoniali dei finanzieri hanno evidenziato come la sua pericolosità sociale si sia dispiegata in modo sistematico, permettendogli di accumulare ingenti profitti illeciti. Il focus degli investigatori ha fatto emergere una netta sproporzione tra la capacità reddituale ufficialmente dichiarata al Fisco dal nucleo familiare e il reale tenore di vita, nonché il valore dei beni e dei flussi finanziari registrati sui conti correnti.

La magistratura messinese ha ritenuto che il patrimonio individuato rappresentasse il frutto del reimpiego di attività illecite perpetrate nel tempo. L’intervento della Guardia di Finanza mira a colpire l’accumulazione di ricchezze illegali da parte di soggetti che vivono abitualmente di espedienti e reati, neutralizzando il loro potenziale economico sul territorio.Tutti i fondi e i beni sequestrati sono stati contestualmente immessi nella gestione dell’Amministratore Giudiziario nominato dal Tribunale, in attesa della successiva e definitiva confisca.

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