Ancora una volta la popolazione della Valle del Mela si trova a guardare verso il Polo industriale e a chiedersi cosa stia accadendo. La fumata verificatasi oggi dalla torcia della Raffineria di Milazzo ha suscitato fortissima preoccupazione tra i cittadini, già esasperati da una situazione ambientale che da decenni rappresenta una delle principali emergenze del territorio. Alle immagini della fumata si aggiungono le numerose segnalazioni relative a forti e persistenti odori molesti, percepiti in vaste aree della Valle del Mela e fino a Barcellona Pozzo di Gotto.
L’ADASC ritiene che non siano sufficienti rassicurazioni generiche. «Basta dire alla popolazione di stare tranquilla. Vogliamo sapere cosa è finito nell’aria– afferma il presidente ADASC Peppe Maimone. Qui – continua Maimone – non stiamo parlando di un territorio qualsiasi. Stiamo parlando della Valle del Mela, un’area che da decenni sopporta la presenza di un polo industriale di enorme impatto e nella quale la popolazione vive con una costante preoccupazione per la qualità dell’ambiente e per le conseguenze sulla salute».
L’associazione chiede alle autorità competenti di intervenire e di accertare cause, durata e caratteristiche dell’evento verificatosi oggi, verificando ogni eventuale emissione e mettendo a disposizione della cittadinanza i dati rilevati.
«Chiediamo controlli veri – sottolinea Maimone – La trasparenza non è un favore concesso ai cittadini: è un loro diritto. Se tutto è regolare, lo si dimostri con i numeri. Se invece qualcosa non ha funzionato, bisogna dirlo con chiarezza e individuare immediatamente le responsabilità».
La Valle del Mela continua a fare i conti con una situazione di forte pressione ambientale e con una profonda preoccupazione della popolazione per la salute. Da anni cittadini e associazioni chiedono risposte sulla qualità dell’aria, sulle emissioni industriali e sul possibile rapporto tra esposizione ambientale e condizioni sanitarie della popolazione.
«Dietro ogni episodio c’è una comunità che vive, respira e cresce accanto a un polo industriale. Ci sono famiglie che hanno perso propri cari, persone che combattono contro malattie e una popolazione che chiede da anni di conoscere fino in fondo la realtà ambientale e sanitaria del territorio».
L’ADASC ribadisce che mortalità, patologie e condizioni di salute della popolazione devono essere analizzate senza minimizzare le preoccupazioni della comunità e senza trasformare il dramma delle famiglie in numeri da archiviare.
«Non vogliamo allarmismo, vogliamo verità. Non vogliamo accuse senza prove, vogliamo prove che consentano di capire e prevenire – conclude Maimone –. Ma proprio per questo chiediamo che nessuno sottovaluti più quello che accade nella Valle del Mela».
L’ADASC lancia quindi un appello alle istituzioni: la salute dei cittadini deve tornare al centro dell’agenda politica e amministrativa della Valle del Mela che non può essere considerata una zona sacrificabile in nome dello sviluppo industriale.
Siamo favorevoli al lavoro e allo sviluppo, ma non accetteremo mai che il lavoro venga contrapposto alla salute. Vogliamo un territorio nel quale industria, ambiente e salute possano convivere nel rispetto delle regole e, soprattutto, delle persone».
L’ADASC chiede infine che gli esiti degli accertamenti sull’episodio odierno vengano resi pubblici nel più breve tempo possibile, affinché la popolazione possa conoscere, senza filtri e senza ambiguità, cosa sia realmente accaduto.



