I consiglieri comunali del Partito Democratico Antonio Turrisi, Lorenzo Gitto e Stefano Saija, hanno proposto un mozione per il contrasto alle disuguaglianze territoriali, la promozione dell’occupazione giovanile e il diritto a restare in Sicilia.
Ecco il documento integrale proposto dai consiglieri PD:
“- la Costituzione italiana, agli articoli 2, 3 secondo comma, e 4, sancisce il principio di
uguaglianza sostanziale, il dovere della Repubblica di rimuovere gli ostacoli di
ordine economico e sociale che limitano la libertà, l’eguaglianza dei cittadini e il
diritto al lavoro;
– il Pilastro europeo dei diritti sociali e la Garanzia europea per i giovani (Youth
Guarantee) impegnano gli Stati membri e le Regioni a garantire a ogni giovane
un’offerta di lavoro, formazione o istruzione entro quattro mesi dalla condizione di
disoccupazione o inattività;
– il luogo di nascita continua a determinare in misura decisiva le opportunità di vita,
di istruzione e di lavoro di un giovane, in aperta contraddizione con i principi
costituzionali e con gli impegni europei assunti dal nostro Paese;
CONSIDERATO CHE
– i dati ISTAT più recenti (2025) attestano che la Sicilia registra un tasso di NEET (Not
in Education, Employment or Training) nella fascia 15-29 anni pari a circa il 22,8%, a
fronte di una media nazionale del 13,3% e di una media dell’Unione Europea
dell’11%, confermando la nostra Regione tra le aree con la più alta marginalizzazione
giovanile dell’intero continente;
– nonostante una tendenza nazionale alla riduzione, il divario strutturale tra la Sicilia
e il resto del Paese resta marcato: nei grandi centri urbani dell’Isola, come Catania e
Palermo, la quota di giovani NEET supera ancora il 30%, con punte che in alcune
realtà territoriali raggiungono valori ben più elevati;
– il fenomeno colpisce in modo sproporzionato le giovani donne, la cui incidenza
NEET in Sicilia raggiunge il 32,0% a fronte del 20,9% tra i coetanei maschi, con un
divario di genere di circa undici punti percentuali che riflette difficoltà strutturali nel
mercato del lavoro e carichi di cura che ricadono ancora in modo squilibrato sulle
donne;
– la condizione di NEET è fortemente correlata al livello di istruzione della famiglia di
origine: la probabilità di trovarsi in condizione di inattività è fino a cinque volte
superiore per i figli di genitori con basso titolo di studio rispetto ai coetanei con
genitori laureati, evidenziando una drammatica trappola di povertà
intergenerazionale;
– la Sicilia detiene il tasso di abbandono scolastico più alto d’Italia: nel 2025,
il 13,7% dei giovani siciliani tra i 18 e i 24 anni ha lasciato gli studi con il solo titolo
di licenza media, a fronte di una media nazionale dell’8,2%, con il fenomeno
aggravato dalla cosiddetta “dispersione implicita”, che riguarda studenti che
completano il percorso scolastico senza acquisire le competenze fondamentali;
– la Sicilia è investita da un esodo costante di giovani talenti verso il Nord Italia e
l’estero, che impoverisce il tessuto sociale, economico e culturale delle nostre
comunità e priva i territori delle energie e delle competenze necessarie al proprio
sviluppo;
RILEVATO CHE
– le cause della marginalizzazione giovanile in Sicilia sono strutturali e interconnesse:
l’elevata dispersione scolastica, la scarsa connessione tra sistema formativo e mercato
del lavoro, la fragilità del tessuto imprenditoriale, il deficit infrastrutturale
generalizzato – dai trasporti alla connettività digitale – e l’assenza di spazi di
aggregazione culturale, ricreativa e sportiva, specialmente nelle periferie urbane e
nelle aree interne;
– le misure finora adottate a livello regionale e nazionale si sono rivelate frammentarie
e insufficienti a invertire la tendenza, mancando di un approccio organico e di una
visione di lungo periodo;
– il diritto a restare nella propria terra – inteso come la possibilità concreta di costruire
il proprio futuro dove si è nati e cresciuti – non è oggi garantito a una larga parte dei
giovani siciliani, che si trovano costretti a scegliere tra l’emigrazione e l’inattività;
TUTTO CIÒ PREMESSO E CONSIDERATO
IL CONSIGLIO COMUNALE DI BARCELLONA P.G.
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE
1. a riconoscere che il contrasto alle disuguaglianze territoriali e la promozione del
diritto a restare costituiscono una priorità per la comunità locale e per l’intera Isola;
2. a sollecitare l’Assemblea Regionale Siciliana e il Governo regionale ad adottare con
urgenza misure organiche e strutturali per il contrasto alla marginalizzazione
giovanile, superando la logica degli interventi frammentari e investendo in modo
integrato su formazione, occupazione, imprenditorialità, aggregazione giovanile,
sport, servizi territoriali e infrastrutture, anche attraverso la piena e tempestiva
utilizzazione dei fondi europei, nazionali e regionali disponibili;
3. a sollecitare il Governo nazionale affinché rafforzi le politiche per il Mezzogiorno e
per la Sicilia in materia di occupazione giovanile, infrastrutture e servizi essenziali,
nella consapevolezza che il divario territoriale costituisce una questione nazionale di
giustizia sociale e di sviluppo economico;
4. a manifestare la piena disponibilità del Comune di Barcellona P.G. a collaborare
attivamente con la Regione Siciliana per l’attuazione delle politiche a favore dei
giovani, mettendo a disposizione spazi, servizi e competenze del territorio, e
partecipando agli strumenti di programmazione negoziata che saranno previsti;
5. a promuovere, nelle more dell’adozione di provvedimenti regionali e nazionali, ogni
iniziativa di competenza comunale utile a contrastare la marginalizzazione giovanile
nel territorio, favorendo l’aggregazione, la partecipazione e l’accesso dei giovani alle
opportunità formative e lavorative;
6. a trasmettere la presente mozione al Presidente della Regione Siciliana, al Presidente
dell’Assemblea Regionale Siciliana, agli Assessori regionali competenti, ai Deputati
regionali eletti nella circoscrizione provinciale di Messina, al Governo nazionale,
nonché all’ANCI Sicilia, affinché ne promuova la conoscenza e l’eventuale adozione
da parte di altri Consigli Comunali, rafforzando la voce unitaria delle comunità locali
siciliane a sostegno del diritto a restare”.



