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Una Fondazione per cambiare passo nella gestione della Cittadella fortificata e trasformare il complesso monumentale in uno dei grandi attrattori culturali e turistici della Sicilia. È il progetto lanciato dal sindaco di Milazzo Pippo Midili, che punta a superare i limiti di una gestione affidata esclusivamente alla macchina comunale e a costruire una struttura capace di muoversi con maggiore rapidità, coinvolgendo anche soggetti privati e intercettando nuove risorse.
L’idea nasce dalla consapevolezza che un bene di queste dimensioni non può essere considerato soltanto come un patrimonio da conservare, ma deve diventare un sistema culturale in grado di produrre iniziative, grandi eventi, investimenti e nuove occasioni di promozione del territorio. La Cittadella, indicata come la più grande d’Italia e tra le più importanti d’Europa, secondo l’impostazione illustrata dall’amministrazione deve uscire dalla dimensione di semplice monumento da visitare per diventare una destinazione capace di attrarre pubblico durante tutto l’anno.
Il progetto della Fondazione nasce soprattutto da una questione operativa – ha detto Midili -. Un ufficio comunale deve occuparsi di una molteplicità di competenze e difficilmente può garantire quella continuità e quella rapidità che richiede la gestione di un grande complesso monumentale, soprattutto quando si tratta di organizzare Grandi eventi, rapportarsi con artisti, operatori culturali, sponsor e istituzioni. Il modello ipotizzato consentirebbe invece di concentrare una struttura specifica sulla Cittadella e sulle attività di valorizzazione”.
Uno degli esempi portati nel confronto riguarda proprio i tempi necessari per organizzare un grande evento. Per un artista di rilievo, è stato spiegato, il Comune può impiegare anche 22-23 giorni per completare gli adempimenti contrattuali, mentre una struttura più agile potrebbe ridurre i tempi a circa 12 giorni. Una differenza che, nella programmazione degli eventi, può diventare decisiva.
La Fondazione non dovrebbe comunque sostituirsi automaticamente alla gestione ordinaria del bene. La distinzione, ancora da definire nei dettagli, è tra la manutenzione quotidiana, le aperture e le chiusure, la pulizia e le attività necessarie al funzionamento della struttura e, dall’altra parte, gli investimenti, la programmazione culturale, gli eventi e la valorizzazione. Quest’ultima sarebbe la missione centrale del nuovo organismo, mentre la gestione ordinaria potrebbe continuare a fare capo alla struttura pubblica competente.
Sul piano finanziario si prevede una partecipazione pubblica del 51 per cento e la possibilità di coinvolgere per la restante parte soggetti privati. Una formula che punta a mantenere in mano pubblica l’indirizzo strategico, lasciando però spazio all’ingresso di capitali, competenze e partnership esterne.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti della proposta. La Fondazione potrebbe infatti andare alla ricerca di risorse anche al di fuori del tradizionale perimetro comunale, partecipando a bandi, costruendo collaborazioni con istituzioni culturali, università, imprese e fondazioni, e puntando anche a interlocuzioni nazionali e internazionali.Non sarebbe, del resto, un modello estraneo al sistema italiano dei beni culturali. La stessa Direzione generale Musei del Ministero della Cultura indica tra gli strumenti di valorizzazione la costituzione di reti museali e sostiene la creazione di fondazioni museali partecipate da soggetti pubblici e privati, richiamando gli articoli 112 e 115 del Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Nel panorama nazionale – ha spiegato il primo cittadino – esistono già fondazioni legate a importanti istituzioni e complessi culturali, dalla Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino alla Fondazione La Venaria Reale e alla Fondazione Museo nazionale dell’ebraismo italiano e della Shoah. Il Ministero ha inoltre sottolineato negli ultimi anni l’importanza di nuove forme di partenariato pubblico-privato, fino alla coprogettazione e alla cogestione dei beni culturali pubblici.
Nella visione dell’Amministrazione, la Fondazione potrebbe occuparsi della programmazione dei grandi eventi, non soltanto musicali. Mostre di rilievo, convegni, iniziative culturali, collaborazioni con musei e istituzioni nazionali potrebbero trovare all’interno della Cittadella una sede naturale. Il punto è anche far conoscere maggiormente la Cittadella agli stessi milazzesi. Una parte della sfida riguarda infatti la percezione del monumento: un patrimonio enorme, ma non ancora pienamente entrato nell’immaginario collettivo come uno dei principali luoghi culturali della Sicilia.
In estrema sintesi la direzione indicata da Midili è chiara: fare della Cittadella non soltanto un monumento da preservare, ma un grande progetto culturale capace di produrre attività, attrarre investimenti e collocare Milazzo in una posizione più forte nella geografia del turismo culturale siciliano.

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