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Una giornata dedicata all’arte, alla memoria e al rapporto profondo con il mare. È quella vissuta il 21 settembre a Barcellona Pozzo di Gotto, insieme all’artista Santi Sindoni, protagonista della prima parte di un nuovo progetto cinematografico che racconterà la sua vita, il suo percorso artistico e il legame con i luoghi delle sue origini.

Le riprese del docufilm, che sarà realizzato dal regista Alberto Castiglione, nascono dalla collaborazione con la Fondazione Effetto Arte, presieduta da Sandro Serradifalco, e intendono restituire allo spettatore non soltanto il ritratto di un artista, ma anche il valore umano e simbolico dei luoghi che hanno accompagnato la sua formazione. A fare da scenario alla prima giornata di riprese è stata una location particolarmente significativa: l’abitazione d’infanzia di Santi Sindoni, affacciata sul paesaggio marino.

 

 

 

 

 

Un luogo della memoria, capace di riportare l’artista alle origini e a quel rapporto con il mare che nel tempo è diventato parte integrante della sua sensibilità e della sua ricerca artistica. Davanti alla macchina da presa, Sindoni ha ripercorso ricordi, emozioni e suggestioni legate a quel tratto di costa, raccontando il mare non semplicemente come elemento naturale, ma come presenza costante della propria storia personale. Il paesaggio diventa così parte integrante della narrazione cinematografica: un interlocutore silenzioso attraverso il quale rileggere l’infanzia, la memoria e il percorso creativo.

Alle riprese ha preso parte anche la curatrice Dott.ssa Mariella Ricca, con un proprio intervento realizzato nella suggestiva cornice marina. La sua presenza ha contribuito ad arricchire il racconto, mettendo in relazione la dimensione artistica dell’opera con quella culturale e curatoriale. Particolarmente significativo è stato il momento dedicato alla performance artistica realizzata da Sindoni direttamente sul luogo. L’artista ha dato vita a un’opera in estemporanea dal titolo “Curiamo le ferite del mare”, realizzata con tecnica acrilica e concepita attraverso l’utilizzo dell’acqua del mare. Un gesto artistico dal forte valore simbolico: l’acqua, elemento naturale intimamente legato alla storia dell’artista, entra materialmente nel processo creativo e diventa parte dell’opera.

Il mare che ha accompagnato l’infanzia di Sindoni diventa così anche materia della sua espressione artistica contemporanea. La performance è stata seguita con curiosità e partecipazione da amici, conoscenti e semplici spettatori, che hanno voluto condividere un momento particolarmente significativo del progetto. Al termine delle riprese, la presenza del pubblico si è trasformata anche in un momento conviviale e di festa, celebrando insieme all’artista l’inizio di questo nuovo percorso cinematografico. La giornata del 21 settembre rappresenta dunque una prima tappa di un progetto destinato a svilupparsi attraverso ulteriori momenti di racconto e di incontro. Il docufilm di Alberto Castiglione, con la collaborazione della Fondazione Effetto Arte di Sandro Serradifalco, si propone di seguire Sindoni attraverso i luoghi, le esperienze e le suggestioni che hanno contribuito alla costruzione della sua identità artistica. E proprio da Barcellona Pozzo di Gotto, dalla casa dell’infanzia e dal mare che ne ha accompagnato la crescita, prende avvio questo racconto.

Un ritorno alle origini che diventa cinema, memoria e arte. E che trova nella performance “Curiamo le ferite del mare” una delle immagini più emblematiche di questa prima giornata: un artista che torna nel luogo da cui tutto è iniziato e affida ancora una volta al mare una parte della propria storia.

 

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