Nella serata di ieri, nell’ambito delle indagini coordinate da questa Procura della
Repubblica per l’aggressione subita dall’avv. BROCCIO Pierfrancesco, 58enne,
Carabinieri del Comando Provinciale di Messina, coadiuvati da quelli del Comando
Provinciale di Catania, hanno posto in esecuzione un decreto di fermo di indiziato di
delitto emesso dal Pubblico Ministero nei confronti di una donna di 47anni, indagata per
lesioni aggravate (ex art. 583 quinques, art. 585 e art. 577, n. 2, 3 е 4 С.р.).
I fatti per cui si procede risalgono alla serata di venerdì 25 settembre scorso,
allorquando la donna – in passato già assistita da BROCCIO in un processo penale
aveva chiesto di incontrarlo per ottenere una consulenza legale. L’indagine è nata dalla
denuncia della parte offesa, che nell’immediatezza del fatto ha riferito di aver subito le
lesioni durante un incontro promosso dalla stessa donna.
Il decreto di fermo – che riflette un quadro indiziario provvisorio ed è ora al vaglio
della Procura della Repubblica di Catania – si fonda su un grave compendio indiziario,
costituito allo stato dalle informazioni rese dalla vittima e da altri testimoni, nonché da
una serie di intercettazioni finalizzate a rintracciare l’indagata, che nell’immediatezza
del fatto si era resa irreperibile.
Il 58enne aveva prelevato la donna alla stazione ferroviaria di Messina Centrale, per
poi dirigersi con lei verso il suo studio del legale a Santo Stefano Medio. Al momento
di scendere dall’auto, la donna avrebbe prelevato dalla propria borsa una bottiglietta
con del liquido e l’avrebbe schizzato all’indirizzo dell’uomo, per poi fuggire a piedi.
Nella circostanza, l’uomo ha contattato il “112 NUE”, per chiedere l’intervento di
personale sanitario e delle F.p., venendo inizialmente ricoverato al Policlinico di Messina.
Subito dopo l’intervento dei Carabinieri della Compagnia di Messina Sud, sono partite
immediatamente le ricerche della donna, che nella serata di ieri è stata rintracciata a
Catania, lungo una pubblica via.
Il decreto di fermo, essendo stato eseguito nel territorio di competenza della Procura
della Repubblica etnea, dovrà essere sottoposto alla convalida da parte del G.I.P.
presso il Tribunale di Catania; successivamente, gli atti saranno trasmessi a questo
Ufficio che procederà a richiedere la conseguente misura cautelare.
“Quanto sopra, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca costituzionalmente garantito e
rilevato l’interesse pubblico della notizia che ha suscitato notevole clamore mediatico
oltre i confini del territorio messinese, nonché nel rispetto dei diritti dell’indagata, la
quale – in considerazione dell’attuale fase delle indagini preliminari – è da presumersi
innocente fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti le responsabilità e con la
precisazione che il giudizio, che si svolgerà in contraddittorio con le parti e le difese
davanti al giudice terzo e imparziale, potrà concludersi anche con la prova
dell’assenza di ogni forma di responsabilità in capo alla medesima indagata”.
Si dispone l’annotazione nel registro di comodo interno delle comunicazioni istituzionali
(O.S. n. 79/26) e la pubblicazione sul sito web della Procura di Messina.



