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Si presentava formalmente come una onlus dedita al sociale, ma dietro lo schermo dell’altruismo si celava una vera e propria struttura aziendale che impiegava personale senza tutele. Un’operazione congiunta tra i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina e gli ispettori della Direzione Provinciale dell’INPS ha smascherato un’associazione di volontariato definita “fittizia” dagli inquirenti. Il bilancio del controllo è pesante: 97 lavoratori irregolari individuati, di cui 61 completamente in nero. All’ente sono state comminate sanzioni amministrative superiori a 1 milione di euro.

Secondo quanto ricostruito dai Finanzieri del Gruppo di Messina e dai funzionari previdenziali, i lavoratori figuravano formalmente nei registri come semplici volontari. In realtà, le prestazioni fornite presentavano tutte le caratteristiche tipiche di un normale rapporto lavorativo subordinato, con turni e mansioni specifiche.
I lavoratori venivano remunerati sistematicamente in contanti, senza l’emissione di buste paga e, soprattutto, senza il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali previsti dalla legge.

L’attività ispettiva ha permesso di quantificare e richiedere il recupero di oltre 1,6 milioni di euro di contributi previdenziali non versati in favore dei dipendenti.
Gli incroci nelle banche dati hanno inoltre fatto emergere un ulteriore illecito: tra i 97 lavoratori coinvolti, 7 percepivano indebitamente il Reddito di Cittadinanza, accumulando il sussidio statale allo stipendio in contanti versato dall’associazione.

Tra sanzioni amministrative ed evasione contributiva accertata, l’operazione coordinata dalle Fiamme Gialle e dall’INPS consentirà di riportare nelle casse dello Stato una cifra complessiva superiore ai 2,6 milioni di euro. Le sanzioni da 1 milione di euro erogate all’associazione sono state calibrate in modo proporzionale al numero di posizioni irregolari sanate e alle ore lavorative effettivamente prestate e ricostruite dagli ispettori.

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