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Il SINALP Sicilia esprime forte preoccupazione per la grave situazione in cui versa l’agricoltura siciliana, un settore strategico per l’economia dell’Isola, per l’occupazione, per la salvaguardia del territorio e per la sicurezza alimentare dei cittadini.

La crisi che sta investendo il comparto non è un’emergenza temporanea né può essere ricondotta esclusivamente all’aumento del prezzo del carburante o alle difficoltà dell’autotrasporto.
Siamo di fronte a una condizione strutturale che da anni mette in difficoltà migliaia di imprese agricole, costrette a operare tra costi di produzione sempre più elevati, prezzi riconosciuti ai produttori spesso insufficienti, debiti accumulati nelle campagne precedenti, difficoltà di accesso al credito e conseguenze sempre più pesanti degli eventi climatici estremi.
A tutto questo si aggiungono le criticità legate alla distribuzione commerciale, alla formazione dei prezzi e alla incapacità contrattuale degli agricoltori nei confronti dei grandi operatori della filiera.

La contraddizione è evidente e non può più essere ignorata, mentre le aziende agricole siciliane chiudono o rischiano di cessare l’attività, il mercato continua a ricorrere a prodotti agricoli provenienti dall’estero indebolendo sempre più il tessuto produttivo agricolo Siciliano, leader in fatto di Competenze, Tradizioni, Biodiversità, e Qualità della produzione.
Il Delegato Regionale Sinalp Andrea Tomarchio, ritiene corretto che gli agricoltori siciliani siano chiamati a rispettare regole rigorose in materia di sicurezza alimentare, uso dei prodotti fitosanitari, tutela ambientale e tracciabilità. Ma a fronte di questi giusti controlli, la stessa attenzione e gli stessi controlli debbono essere effettuati sui prodotti che vengono importati da Paesi esteri nei quali invece probabilmente possono essere autorizzate sostanze e pratiche agricole differenti da quelle consentite in Italia e nell’Unione europea.

Non vogliamo alimentare contrapposizioni tra produttori italiani e stranieri, né sostenere che ogni prodotto importato sia pericoloso, dichiara sempre il Delegato Regionale Sinalp Dr. Andrea Tomarchio, la questione è garantire che tutti i prodotti venduti ai consumatori rispettino gli stessi standard, effettivi e verificabili, di sicurezza, qualità, tracciabilità e trasparenza.
Esistono sostanze fitosanitarie non autorizzate nell’Unione europea, alcune delle quali possono presentare rischi rilevanti per la salute umana o per l’ambiente.
È quindi indispensabile assicurare controlli rigorosi sui prodotti importati, verificando i residui di pesticidi e il rispetto dei limiti europei applicabili.

Il Segr. Regionale SINALP Dr. Andrea Monteleone chiede che le istituzioni competenti chiariscano e rendano accessibili ai cittadini i risultati dei controlli effettuati, rafforzando le verifiche sui prodotti provenienti da Paesi terzi e assicurando un sistema di tracciabilità capace di individuare l’origine effettiva delle merci, oltre a riportare per legge nelle confezioni e nelle etichette la provenienza, la lavorazione la commercializzazione ed i dati dei controlli effettuati alla frontiera, del prodotto. La sicurezza alimentare deve essere una garanzia concreta, non uno slogan commerciale.
Gli agricoltori siciliani sostengono costi crescenti per carburanti, energia, fertilizzanti, sementi, macchinari, manodopera, irrigazione e trasporto. A fronte di tali costi, il prezzo riconosciuto al produttore ormai quasi sempre non consente di coprire le spese e garantire un reddito dignitoso.

Il SINALP Sicilia ritiene necessario intervenire sui meccanismi di formazione dei prezzi, rafforzando l’applicazione delle norme contro le pratiche commerciali sleali e favorendo rapporti più equilibrati tra agricoltori, trasformatori, intermediari e grande distribuzione organizzata.
Non si può chiedere alle aziende siciliane di produrre qualità, tutelare l’ambiente e garantire sicurezza alimentare, lasciandole poi soccombere davanti a una concorrenza che non sempre opera in condizioni equivalenti.
L’aumento dei costi di trasporto incide direttamente sulla distribuzione delle merci e sulla capacità dei produttori di raggiungere i mercati.
Le difficoltà finanziarie accumulate nelle campagne precedenti, inoltre, riducono la possibilità delle imprese di acquistare i mezzi tecnici necessari per avviare le nuove produzioni.
A questo quadro si aggiungono gli incendi, la siccità, gli eventi meteorologici estremi e i danni alle colture, comprese le conseguenze attribuite al ciclone Harry sulle produzioni agrumicole, per le quali le organizzazioni di settore hanno richiesto chiarimenti sui ristori e sui tempi degli interventi.
Come sindacato riteniamo indispensabile che la Regione Siciliana renda trasparenti lo stato delle procedure, le risorse disponibili, i criteri di accesso e i tempi previsti per l’erogazione degli aiuti alle imprese danneggiate.
Le aziende non possono continuare ad affrontare una nuova campagna agricola con i debiti della precedente, senza strumenti finanziari adeguati e senza certezze sui sostegni promessi.
Per affrontare la crisi in maniera strutturale, chiediamo alle istituzioni Regionali e Nazionali di adottare un programma urgente di interventi con la convocazione di un tavolo regionale permanente della filiera agroalimentare coinvolgendo tutte le OO.SS. presenti nel comparto.
Il confronto deve produrre misure immediate e un piano operativo con obiettivi, responsabilità e scadenze verificabili.
Vanno rafforzati i controlli sulle pratiche commerciali sleali e si promuovano strumenti capaci di migliorare la trasparenza nella formazione dei prezzi, affinché il compenso riconosciuto ai produttori tenga conto dei costi effettivi di produzione, nel rispetto delle norme nazionali ed europee riportando questi costi anche nelle etichette, affinchè il consumatore sappia quale sia il percorso economico del prodotto acquistato.
Vanno intensificate le verifiche sulla provenienza, sulla tracciabilità, sui residui di pesticidi e sulla conformità dei prodotti importati ai requisiti europei di sicurezza alimentare. Vanno promosse le filiere locali, i mercati di prossimità, e gli acquisti pubblici responsabili.
Vanno valutate, nei limiti consentiti dalla normativa, misure straordinarie di accesso al credito, garanzie, ristrutturazione delle esposizioni debitorie, agevolazioni fiscali e contributive e strumenti per fronteggiare l’aumento dei costi energetici e dei carburanti.
Vanno affrontati, in modo coordinato, i costi della logistica e dell’energia, le difficoltà dei trasportatori e le criticità del comparto ittico. La crisi della filiera non può essere risolta intervenendo su un solo settore, perché produzione, trasporto, trasformazione e distribuzione sono strettamente interdipendenti.
Per SINALP Sicilia, dichiara Andrea Monteleone, difendere l’agricoltura significa difendere il lavoro, il reddito delle famiglie, la sicurezza alimentare e il futuro economico dell’Isola.
Ogni azienda agricola che chiude, rappresenta una perdita che va oltre il singolo imprenditore, si riducono i posti di lavoro, si abbandonano terreni, si indeboliscono le comunità rurali e si perde una parte della capacità della Sicilia di produrre autonomamente alimenti di qualità.
Non possiamo assistere passivamente a un sistema nel quale il produttore locale è schiacciato dai costi, il consumatore continua a sostenere prezzi elevati e la distribuzione si affida sempre più a merci provenienti da filiere che devono essere sottoposte a controlli rigorosi e trasparenti.
Non chiediamo privilegi per una categoria, ma condizioni eque per chi lavora, produce e garantisce l’approvvigionamento alimentare. Non chiediamo protezionismo indiscriminato, ma controlli efficaci, reciprocità, trasparenza e rispetto delle regole.
Difendere l’agricoltura siciliana significa difendere il lavoro siciliano, il territorio e il diritto dei cittadini a scegliere alimenti sicuri, tracciabili e di qualità”, conclude la nota-appello della SINALP SICILIA.

 

 

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