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Un’ondata di attacchi hacker coordinati, ha colpito i sistemi di refrigerazione della grande distribuzione organizzata (GDO) in tutta Europa, raggiungendo anche la Sicilia e la provincia di Messina.
Nelle ultime ore, i pirati informatici si sono introdotti da remoto nei software di gestione della catena del freddo, alterando le temperature di frigoriferi e freezer (portandole in alcuni casi fino a 50°C) e costringendo i punti vendita a gettare tonnellate di alimenti freschi e surgelati per scongiurare rischi sanitari.

In provincia di Messina, il caso accertato ha riguardato la Conad di Torrenova in Via Marco Ioppolo, l’attacco è avvenuto introducendosi attraverso la porta di rete, mandando fuori controllo i banchi frigo e il reparto salumeria. Il personale ha dovuto avviare le procedure di rimozione e smaltimento degli alimenti danneggiati.
Nel resto della regione si contano circa 20 punti vendita coinvolti, appartenenti principalmente a due grandi gruppi:
• Punti vendita Coop (Gruppo Radenza): sono state registrate pesanti anomalie nei sistemi di refrigerazione in almeno quattro supermercati tra Palermo e Catania.
• Punti vendita Decò (Gruppo Arena): l’amministratore delegato ha confermato che l’attacco ha sfruttato la vulnerabilità degli indirizzi IP di tre supermercati gestiti in franchising da operatori indipendenti.

L’intrusione avviene solitamente nelle ore notturne sfruttando gli accessi remoti e i sistemi di telegestione dei call center partner. Non sono state formulate richieste di riscatto (ransomware), il che spinge gli inquirenti a ipotizzare un’operazione di puro sabotaggio e destabilizzazione legata alla pista filorussa.
L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) ha immediatamente diramato un vademecum tassativo agli operatori della GDO, ordinando di verificare l’esposizione su internet degli impianti, isolare le reti di controllo da quelle aziendali e implementare l’autenticazione a più fattori per gli accessi remoti.
I consumatori sono invitati a prestare massima attenzione allo stato delle confezioni dei surgelati (presenza di ghiaccio anomalo o rigonfiamenti) che potrebbero indicare una temporanea interruzione della catena del freddo.

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