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Ritorniamo sull’attraversamento dello Stretto da Reggio Calabria a Messina, per segnalare un’altra criticità, che tanto dice, questa volta, sulla scarsa attenzione nei confronti dei viaggiatori dell’aeroporto Tito Minniti.

Alle volte basta davvero poco per evitare disagi e rendere più confortevoli gli spostamenti con i mezzi pubblici, ma questo aspetto, non interessa ai vettori per immaginabili motivi di bilancio, è trascurato, e questo è inaccettabile, anche dalle Amministrazioni.

È successo questa mattina: tanti passeggeri atterrati all’aeroporto di Reggio Calabria intorno alle 10 hanno potuto raggiungere Messina, dopo ben tre ore, solo alle 13.


Questo perché , in mancanza della navetta ATAM, i passeggeri hanno utilizzato un bus di linea della medesima società di trasporto, che ha raggiunto l’imbarco della Liberty Lines qualche secondo prima della partenza dell’aliscafo.

Ma ció non è stato sufficiente per evitare la lunga attesa, in quanto l’aliscafo non ha aspettato qualche minuto affinché i numerosi passeggeri scesi dal bus si munissero di biglietto e si imbarcassero.

Quindi la nervosa attesa di un’ora e mezza per la successiva corsa, che i viaggiatori si sarebbero potuto risparmiare se ci fosse stata la navetta ATAM al loro arrivo in aeroporto.

A questo punto c’è da osservare che, se la Liberty Lines decide di non programmare le corse in base agli arrivi al Tito Minniti e questo non raggiunge con la società di navigazione un accordo in tal senso, quantomeno l’ATAM dovrebbe provvede a far sì che i voli siano più efficacemente collegati con gli orari di partenza degli aliscafi.

E questo sarebbe quasi un obbligo istituzionale dell’Amministrazione reggina, dal momento che l’argomento che stiamo trattando riguarda sicuramente l’economia cittadina derivante dal massimo utilizzo dell’aeroporto, ma anche dal ritorno positivo in termini di turismo, che una maggiore buona opinione sui servizi della Città potrebbe generare.

Senza escludere l’interessamento anche per l’Amministrazione della sponda siciliana, che potrebbe dialogare con la prima, per agevolare gli spostamenti dei messinesi, ma anche per evitare che sempre più viaggiatori scelgano il Fontanarossa di Catania, bypassando le due città dello Stretto.

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