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Un’aggressione ai danni di una donna in gravidanza, ripresa dalle telecamere comunali, e presunte minacce di morte rivolte alla stessa donna attraverso una videochiamata dal carcere. Sono le vicende al centro del procedimento definito il 13 ottobre 2026 dal Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto.

All’imputata venivano contestate lesioni personali aggravate dallo stato di gravidanza della persona offesa, per fatti avvenuti l’11 febbraio 2024 nei pressi della villa comunale di Merì. Secondo il verbale di disamina dei Carabinieri, le immagini della videosorveglianza mostravano un colpo al viso della donna, la sua fuga all’interno di un’automobile e l’inseguimento da parte dell’aggressora, che si chinava nell’abitacolo dimenandosi. La persona offesa era stata successivamente visitata al pronto soccorso di Milazzo, con diagnosi di «algie pelviche in gravida con riferita aggressione».

Il secondo imputato, fratello della persona offesa e detenuto nella casa circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto, era accusato di aver utilizzato indebitamente un cellulare per videochiamare la sorella. Secondo la contestazione, avrebbe annunciato l’arrivo di due donne che le avrebbero sparato, accompagnando la minaccia con insulti e con l’affermazione che le avrebbe fatto togliere il bambino.

Il Tribunale ha dichiarato non doversi procedere nei confronti dell’imputata per le lesioni aggravate e nei confronti del secondo imputato per le minacce aggravate. Quest’ultimo è stato invece condannato per il distinto reato di utilizzo indebito del cellulare durante la detenzione a un anno e sei mesi di reclusione, con il riconoscimento delle attenuanti generiche.

L’imputata è stata assistita dall’avvocato Giuseppe Bonavita del Foro di Messina. Nel corso dell’udienza ha svolto la discussione Giovanni Alacqua Genovese, praticante avvocato, nel suo interesse e sotto il coordinamento del difensore di fiducia. Il secondo imputato è stato assistito dall’avvocato Giuseppe Ciminata del Foro di Barcellona Pozzo di Gotto.

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