C’è quel punto ancora più stretto, dentro lo Stretto di Messina, dove il mare non separa: unisce. È lì, tra la spiaggia oro e il mare blu di Capo Peloro, abbracciata da Cariddi e Scilla, che prende vita, domenica 26 luglio, la terza edizione del Pelorias Sea Sound Festival, nel parco della Fondazione Horcynus Orca. È un festival musicale internazionale che unisce un progetto culturale generativo.
Nato per caso dal capitale più profondo, l’amicizia tra un gruppo di giovani uniti dalla passione per la musica e cresciuto nel tempo. L’evento è prodotto da Tuma Records Aps, in collaborazione con Crox Concerti e Fondazione Horcynys Orca. Un progetto sviluppato per valorizzare il territorio, creare connessioni, fare nascere nuove opportunità culturali. È pensato per coloro che credono quanto la musica non sia solo intrattenimento, ma linguaggio, radice, incontro. Dalle prime luci del pomeriggio fino a notte fonda, lo Stretto di Messina diventerà palcoscenico, agorà e cassa di risonanza per artisti, pensatori e comunità che si riconoscono in un’idea semplice quanto potente: il suono, quando è condiviso, cambia le cose. Una programmazione musicale che attraversa i generi, dal jazz contemporaneo alla world music, elettronica e forme ibride. Suoneranno artisti provenienti da Paesi e contesti lontani e per la prima volta a Messina, costruendo un’esperienza che va oltre il concerto.
Il Pelorias Sea Sound Festival nasce per essere molto più di un cartellone di eventi: è un invito a vivere lo Stretto di Messina come luogo di scambio, di formazione e di futuro. Un’unica giornata in cui danza, yoga, canottaggio, arte, pensiero critico e musica dal vivo si tengono per mano, dimostrando che la cultura, quando nasce da una comunità, ha la forza di attraversare ogni corrente.
Il pomeriggio si apre con il corpo prima ancora che con la voce. Sulla spiaggia e nel parco, dalle 16 alle 19, il festival invita tutti a rallentare e a riscoprire il ritmo attraverso il movimento: una sessione libera di yoga secondo l’approccio Anukalana con Namaskar Yoga, i gesti sinuosi della danza araba guidati da Regina De Luca, le prime bracciate di canottaggio insegnate dal cinque volte campione del mondo, Giovanni Ficarra. E poi i colori che prendono forma sotto le mani di Marcella Cilona, in una sessione di live painting aperta a tutti. Non spettatori, ma partecipanti: è questa la parola d’ordine di un pomeriggio che restituisce al mare la sua funzione più antica, quella di luogo comune.
Ma il festival non è solo suono e movimento: è anche pensiero. Nella sala conferenze della Fondazione Horcynus Orca, dalle 17 alle 19, si intrecciano voci che raccontano cosa significa davvero fare musica oggi, dietro le quinte, lontano dai riflettori. Francesco Bonaccorso apre il pomeriggio con una riflessione sul ritorno del vinile, tra passione e mercato; Christian Perrotta racconta il management come regia di un progetto artistico; Carmela Senfet, dalla Germania, porta la testimonianza di chi costruisce reti e comunità internazionali attraverso la musica. Ad allargare lo sguardo oltreoceano arriva Prince Board, artista pluripremiato che ha lavorato al fianco di nomi come Selena Gomez, Sheryl Crow, Justin Timberlake, John Legend e i Black Eyed Peas, con uno speech in lingua inglese sul processo creativo nell’industria musicale americana.
Alle 18.30 la parola si fa dialogo aperto con ‘Correnti oltre lo Stretto’, un confronto tra Luisa Briguglio e Damiano Miceli, moderato da Giovanna Romano, sulle rotte artistiche che collegano Messina al resto del Mediterraneo e oltre. Alle 19, un momento speciale: l’anteprima del videoclip di “Guarda Maria come fa il mare”, presentato dalla regista Gilda Fontana insieme all’autore del brano, Novo, già vincitore nel 2023 del Premio del Pubblico al contest “Vedere la Musica” della Fondazione Horcynus Orca.
Dalle 17 fino a mezzanotte e mezza, il Pelorias Village anima il parco con gli stand di artigianato locale, le realtà del territorio, le associazioni e i workshop: un tessuto vivo di persone, oggetti e idee che raccontano la Sicilia che si mette in gioco e si mette in mostra.
E poi la notte. Dalle 18.30, fino a oltre mezzanotte e mezza, la Fondazione Horcynus Orca si trasforma in un unico grande respiro collettivo: il dj set di apertura di Turki Stan, il live de I Sordi, l’energia di Zebra Tso, il suono di Ngasa Ngasa, il groove della Butter Funk Family, fino alla chiusura affidata al dj set di Nava.



