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Grande partecipazione e profondo senso di appartenenza al territorio hanno caratterizzato l’evento “Riso nero – il dolce che racconta il nostro territorio”, svoltosi ieri presso l’IPSAA Leonti di Barcellona Pozzo di Gotto, sede associata dell’IIS E. Ferrari.

L’iniziativa, promossa e organizzata dai docenti e dagli studenti del corso di istruzione per adulti, ha acceso i riflettori su uno dei dolci più identitari e rappresentativi della tradizione locale: il riso nero. Un prodotto che, come sottolineato nel corso degli interventi, non è soltanto una ricetta, ma un vero e proprio racconto collettivo, custode di memoria, storia e radici.
All’incontro sono intervenuti esperti della tradizione culinaria castrense e barcellonese, che hanno guidato il pubblico in un viaggio tra storia e cultura gastronomica. Dopo i saluti della dirigente, Prof.ssa Cettina Ginebri e l’introduzione della Prof.ssa Mariella Sclafani, la parola è passata agli esperti della tradizione culinaria del territorio: Renato Baeli, celebre direttore del servizio catering “René”; Giovanni Freni, rappresentante della storica e antichissima pasticceria “Freni”, simbolo della tradizione barcellonese; Maria Miano e Carmelo Pace, esperti della storia e delle tradizioni culinarie castrensi.
È emerso con forza come la ricetta del riso nero sia esclusiva di questi territori e non possa essere ricondotta a un’unica versione originale: ne esistono diverse varianti, tramandate di generazione in generazione, ognuna delle quali rappresenta una testimonianza autentica di una cultura ancestrale profondamente legata al territorio. Differenze negli ingredienti, nelle proporzioni o nei procedimenti non ne intaccano l’identità, ma anzi ne arricchiscono il valore, rendendo ogni preparazione unica e al tempo stesso parte di una tradizione condivisa.
Dopo i momenti di approfondimento e confronto, l’attenzione si è spostata sul concorso culinario, cuore operativo della giornata. Le quattro classi del corso di istruzione per adulti si sono cimentate nella preparazione di otto diverse versioni del riso nero, mettendo in campo competenze tecniche, creatività e grande cura per i dettagli. Ogni piatto è stato attentamente valutato dagli esperti, che hanno espresso le proprie votazioni considerando gusto, fedeltà alla tradizione, presentazione e qualità complessiva.

Al termine della degustazione sono stati premiati i tre migliori piatti, i cui autori hanno ricevuto targhe e riconoscimenti ispirati alla tradizione artigianale locale, simbolo tangibile del legame tra scuola, cultura materiale e territorio.
Ancora una volta, gli studenti del corso per adulti si sono distinti per impegno, serietà e passione. Donne e uomini che, pur dovendo conciliare studio, lavoro, famiglia e responsabilità quotidiane, partecipano con entusiasmo alle attività scolastiche e agli eventi che promuovono e valorizzano il patrimonio culturale locale. Il loro percorso formativo è spesso costellato di sacrifici, ma proprio per questo assume un valore ancora più significativo: rappresenta una scelta consapevole di crescita personale e di contributo attivo alla comunità.
L’evento di ieri ha dimostrato come la scuola possa essere un laboratorio vivo di tradizione e innovazione, capace di custodire il passato e, allo stesso tempo, di rilanciarlo attraverso l’energia e la dedizione dei suoi studenti. Il riso nero, ancora una volta, si è fatto simbolo di identità, memoria e orgoglio territoriale.