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Il giorno dopo la brutta sentenza nella comunità sportiva barcellonese di tifosi, sostenitori e sempre più numerosi simpatizzanti giallorossi c’è rammarico e incredulità per la pesante penalizzazione di cinque punti inflitta alla Nuova Igea Virtus che la fa scivolare al quinto posto nel girone I di serie D, a pochi giorni dalla sfida attesissima con la Reggina, vero scontro diretto contro una forte e blasonata candidata al salto di categoria.

Una grave stangata arrivata dal Tribunale Federale Nazionale per il cosiddetto “caso De Falco”, con una classifica ad oggi costruita con merito, sacrificio e qualità sul campo in ogni gara, e dopo un campionato quasi sempre in vetta al torneo, adesso stravolta da una decisione su un fatto avvenuto circa 5 mesi fa. Inoltre ai cinque punti di penalizzazione da scontare nel campionato in corso, la Sezione Disciplinare del Tribunale Federale Nazionale ha disposto anche un’ammenda di 500 euro nei confronti del club giallorosso, e da aggiungere anche le sanzioni al presidente Massimo Carmelo Italiano, inibito per cinque mesi e al segretario Rosario Sorrenti, mentre al portiere Christian De Falco sono state inflitte cinque giornate di squalifica.

La comunicazione della LND giunta nel pomeriggio di ieri, è stata subito presa con grande dispiacere e rabbia dalla società, con il duro intervento nella nota stampa ed a seguire quello del presidente onorario Immacolato Bonina, nella nota stampa si legge: “Con rammarico, dispiacere e rabbia recepiamo una sentenza che ci condanna a cinque punti di penalizzazione da scontare nella stagione corrente, più l’inibizione a cinque mesi per il presidente Massimo Carmelo Italiano, l’inibizione a cinque mesi per il segretario generale Rosario Sorrenti, cinque giornate di squalifica per il calciatore Christian De Falco e un’ammenda di 500 euro per la nostra società.
Per noi non è una sentenza che riteniamo aderente con quanto accaduto, a cui ci appelleremo nei modi e nei tempi previsti dalla giustizia. Non c’è alternativa, non c’è ragione – a nostro legittimo parere – di ricevere una “condanna”, seppure non definitiva, che ridimensiona il nostro cammino, la nostra stagione, fino ad oggi costellata di successi, meriti e riconoscimenti, tutti maturati sul campo e frutto di non pochi sacrifici, del gruppo squadra, dei calciatori e della società.
Dalla nostra c’è la buona fede, la voglia di fare valere le nostre ragioni per rispetto della nostra gente e del nostro operato.
All’atto del tesseramento del calciatore Christian De Falco, espulso al termine dell’ultima gara dello scorso campionato, disputato con la formazione primavera della Reggiana, non potevamo essere al corrente di questa situazione, al netto dell’impossibilità che ad oggi persiste a livello federale, laddove un segretario o un dirigente delegato opera in regime dilettantistico per la scrittura di un calciatore proveniente dal professionismo, che sia stato impiegato nelle formazioni giovanili o in prima squadra.
Il portale federale, diversamente a quanto possibile a parti inverse, non lo consente.
Questa impossibilità è da anni oggetto di “battaglia” da parte dei segretari della LND, a cui il presidente federale ha più volte riconosciuto la validità dell’istanza e l’intenzione delle istituzioni sportive ad arginare simili difficoltà (non per ultimo nella riunione del 15 dicembre scorso a Roma).
Nella sostanza, non ci sono gli strumenti per le società dilettanti di appurare che un possibile tesserato proveniente dal professionismo abbia subito una squalifica o abbia pendenze in corso che limitano l’impiego, a livello giovanile come in prima squadra. Inoltre, va specificato che ad oggi non vi è mai stata una controversia di un Giudice Sportivo che abbia decretato che la squalifica di un calciatore debba essere scontata esclusivamente in prima squadra o nella juniores. Il calciatore Christian De Falco è un classe 2006 ed avrebbe potuto scontarla come uno dei tre fuoriquota previsti dal regolamento nel campionato juniores.
A ragione di questo, nel caso specifico che ci condanna, tenuto conto che nessuno ha mai fatto ricorso nei tempi previsti, e che i risultati siano stati tutti omologati, non vi è stato nessun segretario o segreteria di alcuna squadra che abbiamo affrontato in questa stagione con De Falco in campo (squalifica comunque sanata a posteriori) che abbia mai riscontrato irregolarità o presunti illeciti.
Lo stesso calciatore, interpellato ad inizio stagione, non aveva mai fatto riferimento alla squalifica ricevuta al termine dell’ultima gara dello scorso campionato, nonostante la segreteria o chi di dovere abbia provveduto più volte all’espletamento delle regolari procedure.
Ci chiediamo, a tal proposito, come non si sia tenuto conto anche di un altro singolare passaggio della vicenda che evidenzia l’impossibilità di rilevare la squalifica e la posizione irregolare del giocatore. Nel corso della gara valevole per la quarta giornata del girone d’andata, disputata al “Velodromo” di Palermo contro l’Athletic Club, il calciatore Christian De Falco è stato ammonito. La sanzione è stata processata anche nel successivo comunicato del Giudice Sportivo. Come è possibile che anche il Giudice Sportivo e i sistemi informatici non abbiano riscontrato la squalifica non ancora sanata?
Riteniamo che alcuno potesse essere al corrente della pendenza non sanata, ma allo stesso tempo siamo dell’avviso che la nostra buona fede non possa essere messa in discussione da un cortocircuito indotto, non determinante ai fini del risultato omologato dal campo, non preminente a quanto registrato all’interno del terreno di gioco. Tuttavia, ci siamo presi le nostre responsabilità, affrontato un processo sportivo (non concluso) che siamo certi possa fare giurisprudenza, tenuto conto che riteniamo che la penalizzazione non sia il giusto risultato di un operato caratterizzato in lungo e in largo da trasparenza, merito e linearità.
Faremo ricorso, non molleremo di un centimetro, sicuri di fare valere le nostre ragioni nelle sedi opportune. La città e i nostri tifosi, che come noi vivono queste ore con apprensione e rabbia, possono stare certi che trasformeremo il tutto nella maniera che meglio ci rappresenta, ovvero con cuore, sacrificio, passione, lavoro e qualità.
Mancano otto gare al termine della stagione. Abbiamo ottenuto cinquanta punti, cinquanta. Abbiamo perso in sole due occasioni, dunque tocca fare il nostro lavoro e continuare a fare squadra e lottare per l’obiettivo.
Non sono state prese in considerazione le attenuanti, la mancanza di strumenti, la buona fede, ma non ci abbattiamo. Ci pieghiamo, ma non ci spezziamo. Avanti…insieme!

Infine ha rincarato la dose il presidente Bonina: “Non ho parole per quello che sta succedendo. In vent’anni che faccio calcio e basket non avevo mai visto una situazione del genere. È qualcosa di inverosimile. Ci pieghiamo ma non ci spezziamo. In ventisette partite abbiamo dimostrato di essere i più forti sul campo e questo evidentemente ha dato fastidio a qualcuno. Il deferimento arriva dopo tre mesi e la sentenza a pochi giorni da una partita fondamentale contro la Reggina. Sono elementi che fanno riflettere. I risultati delle gare erano stati omologati e il regolamento parla chiaro: eventuali ricorsi andavano presentati entro 48 ore».

Bonina critica soprattutto le richieste avanzate da altre società, come Nissa e Savoia: “Avevano chiesto cinque punti di penalizzazione e alla fine sono stati proprio cinque i punti inflitti. Sembra di essere su Striscia la Notizia”. E in chiusura l’appello a città e tifosi: “Faremo ricorso e andremo fino a Roma per difendere le nostre ragioni. Ho parlato con la squadra: dobbiamo vincere il campionato e azzerare questa penalizzazione. Abbiamo gli strumenti per farlo”.

Adesso la società unita più che mai con il popolo giallorosso chiama al pieno sostegno a partire dalla gara di domenica al D’Alcontres-Barone con la Reggina, vero banco di prova per comprendere se la rabbia e la delusione si può trasformare in forza e spirito vincente, oggi più che mai.. contro una decisione assai discutibile e immeritata agli occhi di tutti..