Lo scorso 18 settembre il GIP presso il Tribunale di Barcellona P.G. ha rigettato, su parere conforme della Procura e della difesa dell’on. le Tommaso Calderone, una seconda istanza di liberazione del dottor Aurelio Coppolino. Questi, ristretto ai domiciliari dal 20 giugno e in carcere dal 29 giugno 2026, deve rimanere in detenzione in quanto la sua rimessione in libertà determinerebbe nuovi attacchi mediatici provenienti dal Coppolino, con conseguente stato di ansia e di paura in Tommaso Calderone, che vivrebbe condizionato nello svolgimento delle sue attività del quotidiano.
“Intanto la Corte Suprema di Cassazione, cui abbiamo esperito ricorso sin dallo
scorso agosto perché riconoscesse l’erroneità ed ingiustizia del provvedimento cautelare,
ha fissato udienza al primo dicembre 2026. E’ stata disposta, infatti, la misura degli arresti
domiciliari e poi il carcere nei confronti di un soggetto incensurato sulla presunzione che,
lasciato libero, con le sue esternazioni sui social, da intendersi come atti di persecuzione
veri e propri, avrebbe ingenerato e perpetuato una condizione di paura nel parlamentare
ed avvocato barcellonese.
Il ricorso in Cassazione riguarda anche la omessa valutazione di documenti ed atti
che dimostrano come siano fondati i contenuti pubblicati dal mio assistito sui social da
aprile a giugno 2026, a cavallo delle elezioni amministrative e oscurati con un nuovo
decreto del 14 settembre 2026. L’analisi di tali documenti giustifica ampiamente il
linguaggio utilizzato e le critiche rivolte al parlamentare, di recente approdato verso nuovi
lidi politici, a cominciare dai suoi rapporti con un politico locale, a quanto pare in
contatto, in vista delle elezioni europee di giugno 2024, con un boss di Mazzarrà S.
Andrea e con un imprenditore locale.
Considerato che la controparte del dott. Coppolino ricopre un ruolo pubblico,
politico – istituzionale, sarebbe utile che la vicenda venisse trattata anche a livello
parlamentare riguardando essa gravi accadimenti di interesse generale”, si legge in una nota stampa del legale Ugo Colonna.
Infine si discuterà in una prossima conferenza – dibattito, in cui si tratteranno temi delicati ed attuali quali la libertà di pensiero e di espressione, utilizzando le piattaforme digitali, tutelata dall’articolo 21 della Costituzione e di come lo strumento delle denunce e querele sia spesso utilizzato per silenziare le critiche nei confronti di personaggi pubblici.



