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Si è svolta ieri, 22 settembre, a Palazzo D’Amico, la conferenza stampa di presentazione di “D’Amare – Cultura e Tradizioni”, il progetto che fino al 29 ottobre accompagnerà Milazzo in un percorso dedicato al rapporto tra città e mare, coinvolgendo istituzioni, mondo della pesca, ricerca scientifica, scuole, associazioni, cultura e ristorazione.

Un incontro nel quale il mare è stato raccontato non soltanto come patrimonio naturale,
ma come identità, lavoro, memoria, cultura e prospettiva di sviluppo. Una visione
condivisa dai diversi protagonisti intervenuti, ciascuno con un punto di vista specifico, ma
tutti accomunati dalla volontà di costruire una rete capace di valorizzare il territorio.
L’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Milazzo, Antonino Italiano, ha
sottolineato il percorso che la città sta intraprendendo sotto il profilo turistico, puntando
sulla valorizzazione delle proprie bellezze e del patrimonio paesaggistico, culturale e
identitario. In questa prospettiva, eventi e progettualità come D’Amare rappresentano
occasioni importanti per far crescere la città, accendere i riflettori sulle sue peculiarità e
creare nuove opportunità di conoscenza e promozione del territorio.
Sul valore strategico del progetto è intervenuto anche Domenico Lombardo, dirigente
della Pianificazione Strategica del Comune di Milazzo, concentrandosi sul lavoro che il
suo ufficio e tutte le professionalità coinvolte stanno portando avanti per dare concretezza
a una visione più ampia di valorizzazione della città. D’Amare si inserisce infatti nel
percorso di recupero e riqualificazione del borgo dei pescatori di Vaccarella, che
comprende diverse progettualità destinate a restituire identità e centralità a questa parte
mamertina. Tra queste sono stati richiamati il recupero dell’Asylum, il progetto del
Museo delle Tradizioni Marinare, lo spostamento del palischermo e gli altri interventi
finalizzati alla riqualificazione del borgo. Un insieme di opere che punta a ricucire il
rapporto tra Vaccarella, il mare e il resto della città, valorizzando un luogo nel quale la
storia marinara di Milazzo è ancora profondamente presente.
Tra gli interventi della serata anche quello del capitano Giovanni Pigna, insediatosi da
appena tre settimane alla guida della Capitaneria di Porto di Milazzo. Il comandante ha
evidenziato l’importanza della sinergia con le realtà cittadine, sottolineando il valore di
iniziative che riportano il mare al centro dell’attenzione e favoriscono una collaborazione
concreta tra istituzioni e territorio. Un passaggio importante è stato dedicato alla sicurezza
in mare, elemento imprescindibile per chi vive, lavora e opera quotidianamente lungo la
costa e per lo sviluppo di una cultura della responsabilità e del rispetto dell’ambiente
marino.
Il rapporto con i pescatori e la tutela del mare
Il presidente dell’Area Marina Protetta Capo Milazzo, Giovanni Mangano, ha posto
l’attenzione sui progetti già attivi e sul rapporto costruito negli anni con i pescatori della
zona. Una collaborazione che, come evidenziato durante l’incontro, è progressivamente
migliorata, creando un dialogo sempre più efficace tra tutela dell’ambiente e attività di
pesca. Mangano ha ricordato le iniziative che vedono l’AMP al fianco dei pescatori, i
progetti con le scuole e le attività dedicate al recupero della plastica, sottolineando
l’importanza di coinvolgere direttamente chi il mare lo vive e lo conosce ogni giorno. La
tutela dell’ambiente marino passa dunque anche dalla collaborazione con i pescatori, che
diventano protagonisti attivi dei percorsi di salvaguardia.
Di salute e alimentazione ha parlato Ivana Bonaccorsi, componente del Consiglio di
amministrazione dell’AMP Capo Milazzo, ponendo l’accento sul valore del cosiddetto
“pesce povero”. Specie spesso considerate meno pregiate dal punto di vista
commerciale rappresentano in realtà una componente importante della tradizione
alimentare mediterranea e possono contribuire a un’alimentazione equilibrata e salutare.
Bonaccorsi ha inoltre evidenziato l’importanza del rapporto con l’Università degli Studi di
Messina, richiamando i progetti e le attività di collaborazione legati alla conoscenza e alla
valorizzazione delle risorse marine.
Un tema nel quale salute, tradizione, alimentazione, ricerca e territorio si incontrano.
La dottoressa Teresa Romeo, dirigente di ricerca della Stazione Zoologica Anton
Dohrn, ha posto l’accento sul valore della ricerca scientifica e sui progetti sviluppati
attraverso l’istituzione, sottolineando quanto sia fondamentale conoscere gli ecosistemi
marini per poterli tutelare.
La ricerca diventa così uno strumento che mette in relazione il patrimonio naturale con le
esigenze del territorio, contribuendo alla costruzione di una maggiore consapevolezza sul
valore e sulla fragilità del mare.
Uno dei temi più sentiti durante la conferenza è stato quello dell’educazione delle nuove
generazioni.
Peppe Maimone, responsabile di Marevivo, ha raccontato i numerosi progetti realizzati
negli anni con le scuole, sottolineando l’importanza di partire proprio dai più giovani per
costruire una nuova cultura della tutela ambientale. Educare al mare significa infatti
insegnare a conoscerlo, rispettarlo e proteggerlo. E significa portare questa
consapevolezza fuori dalle aule, dentro le famiglie e nella comunità.
Sul rapporto tra educazione e istruzione, si è soffermato anche Carmelo Isgrò,
direttore del MuMa – Museo del Mare Milazzo, evidenziando il ruolo che il museo può
svolgere nel mettere in contatto le nuove generazioni con la storia del territorio. Attraverso
le testimonianze, gli strumenti, le storie e le tradizioni dei pescatori, i ragazzi possono
comprendere quanto il mare abbia contribuito a costruire l’identità della città.
Dal 25 settembre il progetto entra nelle scuole
Il percorso proseguirà il 25 settembre, al Teatro Trifiletti, con l’incontro con gli studenti
dell’Istituto Nautico e Turistico I.T.E.T. Leonardo Da Vinci di Milazzo.
L’1 e 2 ottobre saranno dedicate alle attività didattiche e alle visite guidate all’Area
Marina Protetta Capo Milazzo e al MuMa – Museo del Mare.
Il 5 ottobre, sempre al Teatro Trifiletti, sarà la volta degli studenti dell’Istituto Alberghiero
Renato Guttuso di Milazzo, con un approfondimento sul rapporto tra mare, pescato,
tradizione gastronomica e ristorazione.
Il percorso si concluderà il 29 ottobre, nella Piazzetta del Pescatore di Vaccarella, con
uno show cooking, degustazione e contest tra ristoratori e studenti. Sarà il momento
nel quale il mare arriverà simbolicamente dalla pesca alla cucina, dalla tradizione alle
nuove generazioni. L’incontro di ieri ieri ha così delineato un percorso nel quale ogni
elemento è strettamente collegato all’altro, la pesca alla tutela ambientale, la ricerca alla
scuola, la memoria alla formazione, la gastronomia alla valorizzazione del territorio e la
riqualificazione di Vaccarella alla più ampia strategia turistica della città.
D’Amare – Cultura e Tradizioni diventa così un progetto di comunità, nel quale il mare
non è soltanto lo scenario, ma il vero protagonista. Conoscere il mare per proteggerlo,
raccontarlo per non perdere la memoria, insegnarlo ai giovani per trasformarlo in
futuro.

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