ANCI Sicilia guarda con grande attenzione al disegno di legge sugli enti locali, che sarà discusso dall’Assemblea regionale siciliana. Per il presidente Paolo Amenta e il segretario generale, Mario Emanuele Alvano “si tratta di un provvedimento che affronta temi di particolare rilievo per il funzionamento del sistema delle autonomie locali siciliane, introducendo disposizioni che intervengono su aspetti concreti della vita istituzionale dei Comuni e delle Città metropolitane”.
I vertici dell’Associazione dei Comuni siciliani spiegano i tre punti salienti del disegno di legge: il terzo mandato dei sindaci nei comuni con popolazione tra i cinque e i quindicimila abitanti, i permessi per gli amministratori locali e il tema del 40 per cento delle donne nelle giunte comunali. “La norma sul terzo mandato per i sindaci, già operativa a livello nazionale, incide direttamente sulla stabilità amministrativa, sulla continuità dell’azione di governo locale e sulla possibilità di portare a compimento percorsi di programmazione complessi, soprattutto nei contesti territoriali più delicati”.
Di rilievo, per Amenta e Alvano, “sono anche le disposizioni che riguardano i permessi per gli amministratori locali, norme di assoluto buon senso che mirano a rendere concretamente esercitabile il mandato elettivo e che, in larga parte, risultano già previste nell’ordinamento nazionale – aggiungono -. Si tratta di misure che vanno nella direzione di rimuovere ostacoli oggettivi all’assunzione di incarichi pubblici, favorendo una più ampia partecipazione alla vita amministrativa”.
Infine “particolare attenzione merita la norma sulla rappresentanza di genere, che si inserisce in un percorso ormai imprescindibile di rafforzamento dei principi di equilibrio, inclusione e pari opportunità nelle istituzioni locali, contribuendo a rendere gli enti territoriali più rappresentativi delle comunità che amministrano”.
ANCI Sicilia auspica che “il confronto parlamentare si sviluppi in modo costruttivo, con l’obiettivo di dotare il sistema degli enti locali siciliani di un quadro normativo più coerente, moderno e funzionale, capace di rafforzare il ruolo dei Comuni e di sostenere chi quotidianamente opera nei territori al servizio delle comunità”.




