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«Riaprire alla pubblica fruizione la Grotta di San Teodoro rimane in testa alle nostre priorità. Il sito paleontologico di Acquedolci rappresenta uno dei più importanti gioielli del Parco Archeologico di Tindari e profonderemo tutti gli sforzi necessari per mettere in sicurezza la parete rocciosa che sovrasta l’ingresso della grotta e rendere nuovamente accessibile il prezioso sito preistorico». A dichiararlo è il direttore del Parco Archeologico di Tindari, arch. Giuseppe Natoli, che ha contestualmente annunciato l’effettuazione di un sopralluogo all’interno del sito, in programma giovedì 15 gennaio alle ore 10,30.

Alla ricognizione prenderanno parte anche i vertici comunali di Acquedolci, la prof. Chiara Cappadonia del Dipartimento di Scienza della Terra e del Mare dell’Università di Palermo, il prof. Luca Sineo del Dipartimento di Biologia Ambientale e Biodiversità dell’Università di Palermo e il dott. Michele Orifici della Società Italiana Geologia Ambientale. L’obiettivo è di individuare e programmare tutti gli interventi necessari a mettere in sicurezza l’area archeologica, in modo da poterla riaprire al pubblico in tempi celeri. Il sito era stato chiuso per motivi precauzionali il 14 ottobre scorso, in seguito alla caduta di alcuni massi dalla parete rocciosa che sovrasta la grotta.