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Conoscere, accettare e imparare dalla morte: questo il cuore pulsante della nuova puntata del podcast Nella stanza della psicologa, intitolata “L’ ULTIMO GESTO DI CURA: l’addio oltre il tabù”, che vede ospite Irene Nonnis: nota Tanatoesteta e Operatrice post-mortem.

La donna, nel corso della puntata diretta dalla Dott.ssa Sofia Mezzasalma (Psicologa Clinica, Criminologa e Giornalista), si è raccontata a 360 gradi, affrontando con disarmante naturalezza temi che spaziano dalla tanatoestetica all’educazione alla morte nelle scuole e in famiglia, fino al supporto post-mortem.
La sua attività lavorativa, ha tenuto a precisare Nonnis, non si limita al genere umano ma include ogni tipo di sofferenza legata alla perdita.

«Il lutto per un animale non è di serie B. Che si tratti di un cane, di un gatto o di qualsiasi altro animale da compagnia, la sofferenza è reale e merita uno spazio di dignità, senza vergogna».

Nasce in quest’ottica l’innovativo percorso di formazione e accompagnamento interamente dedicato al commiato per i propri animali domestici: “Oltre l’impronta”.
La sua presentazione è avvenuta in esclusiva nel corso della puntata.

La differenza tra cura e illusione: cos’è la Tanatoestetica?

Molti usano impropriamente definire il/la tanatoesteta come un “truccamorti”. Nel corso della puntata, Irene chiarisce quanto questa definizione sia riduttiva e talvolta fuorviante: «Non si tratta di “truccare” nel senso comune del termine. L’obiettivo della tanatoestetica è eliminare i segni traumatici, le ecchimosi o il colorito della malattia e del decesso, per restituire alla persona l’aspetto dignitoso che aveva in vita. Ritrovare i propri cari con un volto sereno è fondamentale per una corretta elaborazione del lutto».

Un percorso personale segnato dal rispetto

La vocazione di Irene affonda le proprie radici in un vissuto personale complesso e assai doloroso; dalla perdita della nonna durante l’infanzia – momento in cui percepì la mancanza di cura nella preparazione della salma – fino al suicidio della madre, affetta da una grave forma di Depressione Maggiore.
La scelta di non opporsi al desiderio materno, di cui era stata messa a conoscenza fin da bambina, e di rispettarne la volontà è stata, per sua stessa ammissione, un atto d’amore estremo.
Pochi mesi dopo tale tragica perdita, Irene ha scelto di incanalare il proprio dolore in un percorso professionale rivolto alla cura degli altri, iscrivendosi ai primi corsi esteri di tanatoestetica.

Tra aneddoti tecnici e momenti di leggerezza (come il racconto del fenomeno dei riflessi post-mortem, noto come “segno di Lazzaro”), l’intervista lancia un messaggio chiaro e diretto al pubblico: educare alla morte significa imparare a vivere.

Un’intervista intima, priva di macabro voyeurismo, che – al contrario – invita l’ascoltatore a riflettere sul significato della vita.

L’episodio completo è disponibile su YouTube al seguente link:

 

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