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Il Dipartimento regionale della Protezione Civile ha dichiarato l’allerta rossa per rischio incendi e il livello massimo di attenzione per le ondate di calore a Messina e provincia per tutta la giornata di oggi, lunedì 20 luglio 2026.

L’intera area dello Stretto e la sua provincia sono entrate nella fase più critica di un’ondata di calore subtropicale senza precedenti, che sta trasformando il territorio in una vera e propria polveriera. Il bollettino ufficiale del sistema Soris ha innalzato l’allerta al livello 3 (bollino rosso) sia per il capoluogo che per i comuni della provincia, a causa di temperature estreme abbinate a una forte ventilazione e tassi minimi di umidità al suolo.Messina sfiora i 40 gradi: scattano i divieti Nella città di Messina la colonnina di mercurio si è attestata su livelli record, con picchi che sfiorano i 39-40 °C di temperatura percepita. Dinanzi a questo scenario emergenziale, il sindaco Federico Basile ha invitato la cittadinanza alla massima prudenza, adottando provvedimenti immediati a tutela della salute pubblica: Chiusura totale del centro estivo comunale di Villa Dante. Raccomandazione stringente di limitare l’esposizione all’aperto e i viaggi nelle ore centrali. Monitoraggio speciale per i lavoratori nei cantieri esposti al sole e per i soggetti fragili.

Il pericolo più grande si concentra nella provincia messinese, caratterizzata da ampie aree boschive e territori collinari sensibili ai roghi di interfaccia. Nelle ultime ore, l’intera Sicilia è stata flagellata da oltre 40 incendi di grandi dimensioni che hanno impegnato l’azione congiunta dei Vigili del Fuoco, del Corpo Forestale e dei volontari della Protezione Civile. I distretti montani della provincia di Messina restano sorvegliati speciali. La combinazione tra la siccità pregressa e l’aria rovente rende immediata la propagazione di qualsiasi focolaio, minacciando potenzialmente anche le reti elettriche e idriche.

Il portale della Protezione Civile Siciliana ricorda l’assoluto divieto di accensione di fuochi o l’uso di attrezzi che possano generare scintille in prossimità di aree verdi e sterpaglie. Ai cittadini viene chiesto di segnalare tempestivamente anche un minimo principio di fumo contattando immediatamente i numeri di emergenza nazionali 112 o il 115 per l’intervento immediato dei Vigili del Fuoco. Secondo gli esperti meteo, le temperature resteranno critiche fino a mercoledì, quando è previsto il primo parziale calo termico.

I Vigili del Fuoco e la Protezione Civile sono impegnati senza sosta da oltre 48 ore a Messina e provincia, dove si registrano più di 40 interventi per arginare un’estesa ondata di incendi alimentata dal vento e dal forte caldo.

Ore drammatiche per il territorio messinese, stretto nella morsa delle fiamme e condizionato dal bollino rosso per le ondate di calore. Tra la giornata di ieri e le prime ore di oggi, lunedì 20 luglio 2026, la Sala Operativa del Comando dei Vigili del Fuoco è stata letteralmente travolta da segnalazioni riguardanti devastanti roghi di vegetazione e d’interfaccia urbano-rurale sia nel capoluogo sia nei comuni della provincia.

Paura a Camaro e vicino all’Istituto Neurolesi. Nella giornata di oggi la situazione più critica si registra a Camaro Superiore, dove le fiamme stanno divorando le colline sopra Messina Centro sollevando una densa coltre di fumo visibile da gran parte della città. L’intervento segue il grave rogo divampato ieri nell’area compresa tra Catarratti e le immediate vicinanze dell’IRCCS Centro Neurolesi “Bonino Pulejo” (nei pressi dell’eliporto dei Colli Sarrizzo), che ha tenuto i soccorritori e il personale sanitario con il fiato sospeso per ore. Altri focolai attivi hanno colpito anche le zone tra San Filippo e Cumia.

La devastazione non risparmia l’hinterland. Le squadre di terra sono supportate dal cielo da un imponente schieramento di mezzi aerei regionali e nazionali: in azione due Canadair, un elicottero Erickson S-64 e il velivolo Falco. I fronti di fuoco più complessi della provincia stanno interessando le seguenti località: Allume e Roccalumera: aree fortemente colpite ieri con fiamme vicine ai centri abitati. Taormina e Francavilla di Sicilia: costantemente monitorate per via dei roghi che minacciano la macchia mediterranea. Nizza di Sicilia e Sant’Alessio Siculo: dove si è reso necessario il pronto intervento per evitare che il vento spingesse i focolai verso le infrastrutture costiere.

Ore di apprensione e fumo denso tra la giornata di ieri e quella di oggi, anche a Barcellona PG colpita dalla violenta ondata di incendi che sta mettendo in ginocchio l’intera provincia di Messina.

Ad alimentare le fiamme sono state le temperature torride vicine ai 40 °C e le forti raffiche di vento caldo I focolai più preoccupanti si sono sviluppati nelle aree collinari e nelle frazioni periferiche, storicamente vulnerabili ai roghi di interfaccia. La situazione più complessa si è vissuta nella zona di Gurafi e San Paolo, dove le fiamme alimentate dal vento hanno minacciato da vicino alcune proprietà private, costringendo i residenti a monitorare la situazione per tutta la notte. Altri focolai di vaste dimensioni hanno interessato le contrade interne e le aree ricche di sterpaglie secche a ridosso dei letti dei torrenti, dove la fitta vegetazione ha agito da combustibile naturale accelerando la propagazione dei fronti di fuoco.

Il personale dei Vigili del Fuoco, supportato dalle autobotti comunali e dalle squadre della Forestale, ha lavorato incessantemente per circoscrivere i perimetri dei roghi e proteggere le infrastrutture critiche. Il dispiegamento delle forze di terra a Barcellona Pozzo di Gotto si inserisce in un quadro provinciale drammatico, che ha visto oltre 40 interventi simultanei e l’impiego dei Canadair fluttuanti tra la costa tirrenica e quella ionica.

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