Adesso è ufficiale: l’ex convento dei Cappuccini sarà recuperato nella sua totalità. La conferma è arrivata oggi quando l’assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del lavoro ha trasmesso al Comune di Milazzo il decreto che approva la graduatoria provvisoria delle operazioni ammissibili e finanziabili. Tra queste c’è il “Progetto per l’adeguamento, rifunzionalizzazione e ristrutturazione dell’ex convento Cappuccini, compresa la fornitura delle relative attrezzature e arredi, da adibire a servizi sociali e socioassistenziali destinati ad anziani e persone con limitata autonomia, denominato “Generazioni inclusive: Polo aggregativo Cappuccini” per l’importo di 710 mila euro. Somma che si aggiunge alle altre due già assegnate e peraltro appaltate dagli uffici di palazzo dell’Aquila (per il primo lotto i lavori sono già in corso).
«Un totale di 2 milioni e mezzo di risorse ottenute extrabilancio comunale – afferma soddisfatto l’assessore ai lavori pubblici Santi Romagnolo – per dar corso ad una ri-generazione dell’immobile con una duplice funzione: accoglienza dei soggetti deboli e indigenti, nonché degli anziani, ma anche polo giovanile. Una integrazione sicuramente positiva che ci permette di recuperare un immobile che abbiamo trovato in assoluto stato di degrado ed abbandono».
Il “Polo aggregativo Cappuccini” servirà a migliorare la qualità della vita alle persone con limitata autonomia fornirà supporto ai caregiver, promuoverà varie forme di aggregazione sociale per quella terza fascia d’età che rischia sempre più di rimanere isolata dallo svolgimento della vita quotidiana e delle varie attività, ludico-ricreative e culturali cittadine.
Ai Cappuccini sorgerà anche la “stazione di posta” che si pone anche l’obiettivo di assicurare la fruibilità del diritto all’iscrizione anagrafica anche per le persone senza dimora presenti sul territorio del distretto. Consentendo loro l’accesso ai servizi essenziali quali servizi socio-assistenziali e sanitari del territorio. In particolare, si intende assicurare la reperibilità della persona e l’accesso alle comunicazioni istituzionali, legate all’esercizio della cittadinanza. Una opportunità per aiutare le persone senza dimora ad accedere facilmente all’alloggio temporaneo, in appartamenti o in case di accoglienza, e offrire loro servizi completi sia con il fine di promuoverne l’autonomia che per favorire una piena integrazione sociale.



