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Il palischermo San Tommaso si prepara a una nuova stagione della sua lunga storia. Lo storico scafo, preziosa testimonianza della tradizione marinara milazzese, ha trovato la sua nuova collocazione all’Asylum di Vaccarella, dove gli interventi realizzati puntano a garantirne la conservazione e a valorizzarne il significato storico e culturale. Si avvicina così una nuova fase del progetto, che culminerà con l’inaugurazione e la restituzione del bene alla fruizione della comunità.
L’intervento si inserisce nel più ampio impegno dell’Amministrazione comunale per la tutela del patrimonio storico cittadino e per la valorizzazione del borgo marinaro di Vaccarella, luogo nel quale il legame con il mare continua a rappresentare un elemento fondamentale dell’identità collettiva.
«Il palischermo San Tommaso è molto più di una vecchia imbarcazione: è una testimonianza concreta della nostra storia, del lavoro dei pescatori e delle tradizioni che hanno accompagnato la crescita di Milazzo», dichiara il sindaco Pippo Midili. «Restituire dignità e visibilità a questo patrimonio significa custodire la memoria della nostra comunità e trasmetterla alle nuove generazioni. Vogliamo che il San Tommaso torni a essere un simbolo riconoscibile della nostra identità marinara e un punto di riferimento per cittadini, giovani e visitatori».
Il trasferimento dello scafo era avvenuto lo scorso 17 luglio, quando, alle prime ore del mattino, il palischermo aveva lasciato piazza San Papino per raggiungere l’ex asilo Calcagno, nel cuore di Vaccarella. Un’operazione particolarmente complessa, seguita con attenzione dalla cittadinanza e resa possibile grazie all’impiego di mezzi speciali, personale qualificato e un’attenta pianificazione tecnica.
Lungo circa 17 metri, l’imbarcazione è stata trasferita intera, senza ricorrere al sezionamento in tre parti inizialmente ipotizzato. La soluzione è stata individuata grazie al lavoro di un tavolo tecnico-scientifico multidisciplinare, che ha consentito di superare le difficoltà logistiche salvaguardando l’integrità dello scafo.
Le fasi più delicate si sono svolte proprio a Vaccarella, dove una gru con un braccio di 78 metri ha sollevato l’imbarcazione fino a circa 50 metri d’altezza, permettendole di superare l’edificio e raggiungere il cortile interno dell’Asylum. Un intervento di notevole complessità, necessario per assicurare al San Tommaso una collocazione adeguata senza comprometterne la struttura.
Oggi, la copertura predisposta nell’area rappresenta uno degli elementi centrali del progetto di conservazione, perché destinata a proteggere lo scafo dagli agenti atmosferici e a favorirne la salvaguardia nel tempo. L’intervento comprende inoltre una pavimentazione drenante e un nuovo impianto di illuminazione per gli spazi esterni, in continuità con il percorso museale presente all’interno dell’edificio. L’operazione è stata finanziata attraverso il GAC Golfo di Patti.
«Il recupero del San Tommaso si inserisce in una visione che considera la tutela della memoria storica una componente essenziale dello sviluppo culturale e turistico della città», aggiunge il sindaco. «La valorizzazione del patrimonio non riguarda soltanto la conservazione dei beni, ma anche la capacità di renderli accessibili, raccontarne la storia e trasformarli in occasioni di conoscenza e partecipazione. Vaccarella, con la sua identità e le sue tradizioni, merita di essere sempre più protagonista di questo percorso».
L’obiettivo è fare del palischermo il fulcro di uno spazio dedicato alla cultura del mare, capace di raccontare attraverso la presenza dell’imbarcazione la storia della marineria locale, le tecniche di navigazione e le tradizioni che per generazioni hanno accompagnato la vita del borgo.
Il progetto si collega al recupero dell’Asylum, edificio risalente al 1903, per il quale la Regione ha finanziato con un milione di euro un intervento finalizzato alla realizzazione di un museo delle tradizioni marinare. Una prospettiva che mira a restituire all’edificio una funzione culturale, rafforzando il legame tra la memoria storica e il futuro del quartiere.
La nuova collocazione assume un significato particolare proprio a Vaccarella, dove il rapporto con il mare continua a caratterizzare la vita e la storia della comunità. Il San Tommaso non sarà soltanto un reperto da osservare, ma una testimonianza concreta di un passato fatto di lavoro, sacrifici, competenze e conoscenze tramandate di generazione in generazione.
Con l’avvicinarsi dell’inaugurazione, il percorso avviato con il trasferimento dello scafo si prepara dunque a entrare in una nuova fase, quella della valorizzazione e della fruizione pubblica. L’intento è consentire anche ai più giovani di conoscere il valore di un’imbarcazione che appartiene alla memoria collettiva e che rappresenta una parte significativa della storia cittadina.
«Vogliamo che il San Tommaso diventi un luogo di memoria viva, capace di parlare alla città e a quanti verranno a visitarla», conclude il sindaco. «Milazzo ha costruito una parte importante della propria identità attraverso il mare. Preservare questa imbarcazione significa riconoscere il valore delle generazioni che ci hanno preceduto e consegnare alle future una storia di cui essere orgogliose».
La restituzione del palischermo alla comunità rappresenta così un tassello importante nella valorizzazione del patrimonio culturale milazzese: un progetto che unisce conservazione, identità e prospettive di sviluppo, trasformando un antico simbolo della marineria in una risorsa per il futuro della città.

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