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Nella tarda mattinata di oggi venerdì 4 agosto, la Polizia di Stato ha dato esecuzione alla misura della custodia cautelare in carcere emessa a carico di una persona ritenuta responsabile di violenza sessuale nei confronti di una minorenne.
L’attività rappresenta l’epilogo di recenti indagini condotte dalla Squadra Mobile di Messina con il coordinamento della Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, a seguito della denuncia della minore che, nella mattinata del 25 luglio u.s., ha segnalato alla predetta Procura di essere stata vittima di una violenza sessuale, commessa nella notte del trascorso 8 luglio, ad opera di un ragazzo residente nel Comune di Milazzo.
Nello specifico, la vittima, originaria di un paese limitrofo, ha riferito di aver conosciuto l’indagato tramite il social network instagram e di avere instaurato con lui un’amicizia di tipo “virtuale”. Successivamente, dinanzi alle insistenze dell’uomo, ha accettato di incontrarlo concordando un appuntamento in una nota piazza di Milazzo ove l’indagato giungeva a bordo della propria autovettura, invitandola a salire.
Dopo un breve tragitto, l’ha condotta in un terrapieno poco frequentato e illuminato della Spiaggia di Ponente e qui, approfittando della condizione di particolare fragilità della minore, nonostante il secco rifiuto dalla stessa manifestato, ha iniziato a molestarla ed ha continuato malgrado i pianti, le urla e le continue richieste di essere riaccompagnata.
Le indagini sono state avviate nell’immediatezza dalla sezione specializzata contro i reati a sfondo sessuale della Squadra mobile di Messina, di concerto con la Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, coordinata dal Dott. Giuseppe Verzera, che hanno effettuato una mirata attività d’indagine che, in tempi stretti, ha consentito di riscontrare quanto in precedenza ricostruito minuziosamente dalla ragazza.
Sulla scorta del quadro indiziario così raccolto, salvo diverse valutazioni giudiziarie nei successivi livelli e fermo restando il generale principio di non colpevolezza sino a sentenza passata in giudicato, il Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, ha applicato la misura cautelare della custodia in carcere a carico dell’indagato.