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Il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici del 6 agosto 2026 sul Progetto Definitivo del Ponte sullo Stretto evidenzia un quadro di rilevanti criticità tecniche e progettuali. Il documento, articolato in 353 pagine, contiene 361 prescrizioni espressamente definite “vincolanti”, delle quali 166 richiedono nuove indagini, studi e verifiche.

Il prof. Mario De Miranda, intervenuto insieme al prof. Guido Signorino, nella conferenza stampa
indetta dall’associazione Invece del ponte, ha ribadito che tali prescrizioni riguardano aspetti
fondamentali dell’opera: le indagini geologiche e sismiche e la presenza di faglie attive; la
rivalutazione delle azioni sismiche e della sicurezza di fondazioni e ancoraggi; la stabilità
aerodinamica di torri, impalcato e cavi; le caratteristiche degli acciai; i carichi e le temperature di
progetto; la sicurezza della circolazione ferroviaria e stradale in condizioni di vento e deformazione
e le condizioni della navigazione sotto il ponte.
Il quadro delineato, ha affermato De Miranda, richiede dunque ulteriori verifiche prima di poter
considerare definitivamente accertate la fattibilità e la configurazione dell’opera. Gli
approfondimenti richiesti potrebbero determinare modifiche progettuali sostanziali, nuovi
dimensionamenti e conseguenti notevoli variazioni dei costi.
Inoltre, per legge, il progetto definitivo non può essere modificato da progettobesecutivo, che vi si
deve conformare.
Per queste ragioni, secondo l’associazione “Invece del ponte” il CIPESS non può legittimamente
approvare questo Progetto Definitivo, che non è concluso sotto il profilo tecnico. Appare necessario
procedere preliminarmente a una sua revisione approfondita, verificando l’esito delle nuove
indagini e l’eventuale sostenibilità complessiva dell’intervento.
La questione centrale, prima di qualsiasi ulteriore passo verso l’appalto e la progettazione esecutiva,
resta quindi quella di accertare pienamente sicurezza, fattibilità tecnica e costi dell’opera alla luce
delle prescrizioni formulate dal CSLP.
L’associazione “Invece del ponte” ha annunciato la presentazione di una diffida al CIPESS

Dalla conferenza Stampa con Ing. Prof. Mario de Miranda, ecco le Considerazioni sul parere inviate al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sull’attuale progetto del ponte sullo Stretto.

“Introduzione
Il documento analizza il parere espresso dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLP) il 6 agosto
2026 sul Progetto Definitivo del Ponte sullo Stretto, documentando come tale parere non
rappresenti un’approvazione dell’opera, ma piuttosto una valutazione che evidenzia numerose
criticità tecniche e impone un ampio numero di prescrizioni vincolanti che precludono allo stato
attuale l’inizio delle attività di progettazione esecutiva.
Il parere comprende infatti 353 pagine di argomentazioni tecniche che si formalizzano in numerose
Raccomandazioni e ben 361 Prescrizioni dichiarate espressamente “vincolanti”. Ben 166 di tali
Prescrizioni vincolanti esigono nuove importanti indagini, studi e analisi non effettuate fino ad ora,
e da ottemperare prima di qualsiasi attività di sviluppo del progetto esecutivo.
Gli autori evidenziano come anche il CSLP ritenga che il progetto definitivo presenti ancora
significative lacune conoscitive e progettuali che ne impediscono la piena validazione.
Principali evidenze
Gli autori evidenziano gli argomenti per cui il parere del CSLP contiene di fatto un giudizio
sostanzialmente sospensivo e non favorevole, poiché condiziona ogni successivo sviluppo del
progetto all’esecuzione di ulteriori studi, verifiche e adeguamenti tecnici il cui esito positivo non è
scontato.
Di conseguenza, la fattibilità dell’opera non può essere considerata definitivamente accertata.
Criticità riscontrate
Le principali criticità messe in luce dal CSLP sono qui di seguito riassunte:
• Insufficienza delle indagini geologiche e sismiche, con particolare attenzione alla presenza
di faglie attive nell’area interessata dall’opera, e conseguente necessità di nuove indagini.
• Necessità di rivalutare le azioni sismiche di progetto e la sicurezza delle fondazioni e degli
ancoraggi, prospettando un presumibile aumento di tali azioni.
• Problemi di stabilità aerodinamica delle torri, dell’impalcato e dei cavi, che richiedono
nuove prove e verifiche per poter eventualmente dimostrare una stabilità attualmente non
verificata.
• Contestata la valutazione delle proprietà resistenziali degli acciai a grande spessore, e
conseguente prospettazione di nuovi dimensionamenti strutturali.
• Sottostima dei carichi rispetto a quanto prescritto dalla attuale Normativa di Legge italiana,
delle temperature di progetto e quindi delle sollecitazioni strutturali, con conseguenze sui
dimensionamenti e sui costi.
• Incertezze sulla percorribilità ferroviaria e stradale in condizioni di vento e deformazione
della struttura.
• Limitazioni alla navigazione marittima dovute all’altezza disponibile sotto il ponte.
Conclusioni
Gli autori concludono evidenziando che le prescrizioni del CSLP richiedono l’esecuzione di nuove
indagini il cui eventuale esito positivo dovrà essere verificato, e richiedono una revisione
sostanziale dell’attuale Progetto Definitivo prima dell’avvio della progettazione esecutiva.
Gli autori evidenziano altresì che l’attuale ipotesi prospettata dal Cslp nelle ultime righe del parere
per cui l’ottemperanza delle Prescrizioni vincolanti possa avvenire all’interno del contesto del
progetto esecutivo, creandone una fase ad -hoc, e quindi a valle della sottoscrizione del contratto
d’appalto sia incoerente nei confronti della logica e in contrasto con la normativa sui lavori pubblici
che regola il progetto del ponte sullo Stretto di Messina, secondo la quale il progetto definitivo deve
essere completo e compiuto e il progetto esecutivo deve “conformarsi” al definitivo, non potendolo
modificare in maniera significativa. A loro parere, dunque, l’indicazione del Consiglio Superiore dei
Lavori Pubblici dovrebbe essere rivalutata e rivista, chiarendo che l’ottemperanza alle prescrizioni
non può costituire una “prima fase” del progetto esecutivo, dovendosi invece sostanziare nella fase
conclusiva della progettazione definitiva.
Infatti tali verifiche e i nuovi dimensionamenti conseguenti alla presa in conto dei nuovi carichi e
azioni sismiche comporterebbero aumenti significativi di costi e dimensioni dell’opera e, insieme
ai risultati delle nuove indagini, potrebbero anche portare alla dimostrazione della sua non
fattibilità nella configurazione attuale.
In base alla Legislazione che regola il progetto del ponte sullo Stretto di Messina il costo dell’opera
deve essere determinato in via definitiva nell’ambito del Progetto Definitivo, così come la fattibilità
è una condizione che deve essere accertata all’interno del Progetto Definitivo, e il Progetto
Esecutivo deve essere “conforme” al Progetto Definitivo, che non può essere modificato in maniera
significativa e sostanziale.
Per queste ragioni vengono prospettate due alternative: 1) procedere con una revisione
approfondita del Progetto Definitivo, che per quanto precede, allo stato attuale, non può essere
ritenuto né approvato né approvabile, prima di avviare eventualmente l’appalto e quindi la
progettazione esecutiva che ne rappresenta la prima fase; 2) in alternativa, valutare l’abbandono
dello stesso progetto, considerate le importanti e gravose prescrizioni che ne accompagnano il
completamento dell’iter progettuale che, in nessun caso, può dar luogo allo stato all’attivazione
della progettazione esecutiva”.
A firma di Mario de Miranda
Federico Mazzolani
Santi Rizzo
Carlo Doglioni
Guido Sisgnorino

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